«Vaffa», sceneggiata e scuse Ma adesso arriva la stangata

da Genova

L’abbraccio al portiere della Sampdoria Castellazzi, colpevole sul primo gol del Torino, la rete del definitivo 2-2, il cartellino rosso, la maglia che vola in mezzo al campo dopo l’espulsione, l’urlo all’arbitro Pierpaoli dal tunnel degli spogliatoi, «Ti aspetto qui», le scuse ai compagni, ai tifosi e soprattutto al designatore Pierluigi Collina. Sono i novanta minuti di Antonio Cassano che prima, in campo, ha incantato tutti, poi, in una frazione di secondo, quando ormai stava scadendo la ripresa, ha trasformato una normale domenica di calcio in una giornata da inserire nell’elenco delle «cassanate». Questa volta però il «vaffa» nei confronti dell’arbitro e la successiva sceneggiata potrebbero costare dalle tre alle quattro giornate di squalifica all’attaccante blucerchiato.
Partiamo dall’inizio: al 42’ del secondo tempo un semplice contrasto tra Cassano e Comotto scatena l’ira del fantasista di Barivecchia. Il blucerchiato dà l’idea di volersi sottrarre al contatto ma l’arbitro fischia il fallo contro. Cassano lo manda a quel paese due volte ed ecco il rosso diretto. A questo punto l’attaccante diventa una furia: Barone prova a tappargli la bocca, poi arrivano i compagni, ma dal tunnel che porta agli spogliatoi il fantasista urla: «Ti aspetto qui». In effetti il giocatore, a fine gara, attende prima Pierpaoli, poi Collina, ma solo per scusarsi, dopo che Franceschini e Palombo lo trascinano sotto la gradinata sud (il pareggio sul campo è soprattutto merito suo) e dopo che la standing ovation del pubblico provoca al numero 99 un pianto di rabbia e delusione.
Mezz’ora dopo arriva il comunicato del giocatore: «Mi scuso con tutti. Ho compiuto un gesto assolutamente da censurare che ha compromesso quanto di buono fatto fino a quel momento. Ho compreso quasi subito d’aver commesso una grossa cavolata. A fine gara ho chiesto scusa ai tifosi e ai compagni e ho chiarito l’accaduto anche con Pierluigi Collina». Seduto in tribuna, il designatore è stato anche applaudito, in segno di scherno, dai tifosi della Sampdoria, non solo per l’espulsione di Cassano ma soprattutto per il rigore concesso al Torino, per un fallo di Sala iniziato almeno un metro fuori dall’area di rigore. Un arbitraggio non gradito alla Sampdoria, che, secondo l’amministratore delegato Beppe Marotta, avrebbe anche innervosito lo stesso Cassano. La società blucerchiata comunque a fine gara ha chiesto scusa all’arbitro e a Collina per il comportamento di parte del pubblico, sperando intanto in una sentenza del giudice sportivo non troppo pesante: «Il comportamento di Cassano è stato deplorevole - ha ammesso lo stesso Marotta -, ma subito dopo la gara ha chiesto scusa a tutti. È evidente anche dalle immagini tv che Antonio doveva essere espulso, nonostante il “vaffa” ormai rientri in una terminologia comune a tutti. La decisione dell’espulsione è più che legittima, ma il cartellino rosso è arrivato al termine di una partita tesa e nervosa, con alcune decisioni da rivedere».
Adesso si attende la sentenza del giudice sportivo, ma la società farà ricorso: «Aspettiamo, poi prenderemo provvedimenti anche noi. Cassano ha sbagliato, la sua protesta è stata assolutamente fuori luogo ma Antonio come giocatore ha dimostrato di avere grandissime qualità, calcisticamente è un patrimonio del calcio, ha 25 anni e margini di miglioramento in campo e fuori. La società farà di tutto per aiutarlo ad evitare questi comportamenti che non vanno giustificati, ma capiti perché ogni giocatore vive le tensioni a modo suo».
Anche il tecnico granata Walter Novellino, che ieri ha terminato il silenzio stampa (non ha invece parlato l’allenatore della Sampdoria Walter Mazzarri), ha chiesto clemenza per Cassano: «Ha disputato una gara incredibile, peccato per il gesto finale ma è un patrimonio del nostro calcio, cerchiamo di capirlo e aiutarlo».