Vagabonda sfregia in volto un passante

Tre aggressioni con arma da taglio ieri a Milano. Le vittime hanno riportato ferite gravi e sfregi sul volto a vita e, in tutti e tre i casi, è stato necessario l’intervento del 118 e il ricovero immediato in ospedale.
Una vagabonda di 21 anni, con disturbi mentali, è stata arrestata ieri dai carabinieri dopo che, girovagando per le vie di Milano, ha sfregiato in volto un uomo con un coccio di bottiglia e ha tentato di sfregiarne un altro con un paio di forbici. Fuori da un bar in via Eustachi, zona semi centrale, la ragazza, originaria della Romania, si è parata davanti a un quarantenne. Senza conoscerlo e senza alcun motivo lo ha colpito in viso con un coccio di bottiglia provocandogli uno sfregio permanente. Poco dopo la 21enne è stata avvistata, questa volta armata di forbici, in via Maiocchi. Qui ha minacciato di morte il custode di uno stabile che, spaventato, è fuggito. La vagabonda lo ha inseguito fin dentro un bar dove è stata disarmata dal portiere e dal gestore del locale ma è riuscita a scappare. Nel frattempo è stato dato l’allarme e sono cominciate le ricerche nella zona: la ragazza non è riuscita a far perdere le sue tracce ed è stata fermata e arrestata per lesioni aggravate in piazza IV Novembre.
Grave anche un altro episodio che riguarda invece un pregiudicato marocchino di 37 anni, ricoverato all’ospedale dopo essere stato ferito da alcuni colpi di mannaia sferrati da un connazionale al culmine di una lite scoppiata intorno a mezzogiorno all’altezza del civico 3 di via Attilio Momigliano, in zona Chiesa Rossa. È stato l’intervento di un poliziotto fuori servizio, che si è trovato casualmente ad assistere alla scena, a permettere di arrestare nel giro di pochi minuti il marocchino.
La violenta aggressione è accaduta ai margini del quartiere Stadera, non molto lontano da dove una settimana fa è stato aggredito il taxista finito in coma per aver investito un cagnolino sfuggito ai suoi padroni perchè senza guinzaglio. Dalla prima ricostruzione M.C., assistente capo di polizia, mentre stava passando per strada, ha visto due magrebini litigare in modo violento. Poi ha notato uno dei due, con un coltello da cucina in mano, colpire al petto ripetutamente l’altro e poi fuggire. L’agente a questo punto ha cominciato a inseguire l’aggressore e, contemporaneamente, a chiamare il 113, per i rinforzi, e il 118 per i soccorsi. L’aggressore è stato così arrestato per tentato omicidio ed è stato portato in questura, mentre la vittima è ricoverata all’ospedale in condizioni disperate per le profonde ferite riportate e per l’abbondante perdita di sangue: è stato infatti ferito alla testa e al polso. Dopo un primo soccorso al San Paolo, l’uomo è stato trasferito all’Humanitas. La mannaia, il classico coltello che viene utilizzato dietro al bancone delle macellerie, gli ha causato una subamputazione della mano.