Vai Andrew, e ai Giochi urla pure in italiano

Il gentile pubblico gli chiede una cosa: se dovesse volare più in là di tutti a Pechino, che esulti in italiano, oppure nel suo caro dialetto reatino. Tutti i tifosi ricordano le urla belluine di Andrew Howe e le crisi sciamaniche della sua mamma-allenatrice dopo il salto ai Mondiali. Poi arrivò il feroce Saladino da Panama, che gli ricacciò in gola i decibel, ma non gli tolse l’argento. Ora tutti aspettano Andy ai Giochi, dove speriamo di sentirlo gridare «Sono il migliore» e non «I’m the best». Giusto per poter saltare e gioire anche noi con lui, davanti alla tv.