«Vajassa», l’insulto sbarca a Strasburgo

Da Montecitorio a Strasburgo, stesso insulto. Da esportazione. Dicesi «vajassa» (termine napoletano) «donna di bassa condizione sociale, serva o domestica», se non peggio. Ebbene a portare il termine dialettale, sdoganato solo pochi giorni fa dal ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna e scagliato contro Alessandra Mussolini, è stata la pasionaria Idv, Sonia Alfano, che non ha trovato modo migliore per apostrofare la collega Pdl Licia Ronzulli (nella foto), decisa a querelare. Galeotta fu la carta dei diritti fondamentali della Ue. La Ronzulli si dissocia dalle critiche mosse all’Italia. «Stai zitta - risponde la rivale - le vajasse sono arrivate anche al Parlamento europeo».