Ma in Val D’Elsa è pronto il primo mattone

da Firenze
La costruzione della moschea di Colle Val D’Elsa è all’origine di una polemica internazionale che dura dal 1999, anno in cui nacque il primo progetto per la costruzione di un centro islamico. Un’iniziativa fortemente voluta dalla giunta di centrosinistra ma tutt’ora osteggiata da un comitato spontaneo di cittadini. Il primo atto ufficiale risale però all’ottobre 2001, a un mese dall’attacco alle Torri Gemelle, quando la comunità islamica locale (circa un migliaio di musulmani) chiede al Comune di avere un appezzamento di terreno su cui costruire un luogo di culto. Nella cittadina alle porte di Siena scoppia un’aspra polemica ma nonostante le critiche il progetto va avanti. Così nei primi mesi del 2002 il centrodestra propone un referendum popolare. Per tutta risposta viene approvata la costruzione del cimitero islamico (che inizierà nel 2003): costo 50mila euro, a carico del Comune.
Il pericolo terrorismo acuisce le tensioni ed entra in scena l’imam della comunità colligiana, Feras Jabareen, un medico palestinese con cittadinanza israeliana il quale assicura che la costruzione sarà interamente a carico della comunità islamica. Il 30 dicembre del 2003 il centrosinistra vota in consiglio comunale per la concessione del diritto di superficie del terreno di 3200 mq alla comunità islamica per 99 anni al prezzo di 11mila euro l’anno. Nei primi mesi del 2004 si costituisce un comitato spontaneo di cittadini per opporsi alla costruzione che presenta una lista civica alle elezioni comunali. A vincere è però il centrosinistra. Il progetto prosegue e, nonostante la presentazione di quattromila firme di cittadini contrari alla costruzione della moschea, il 20 dicembre viene firmato il protocollo d’intesa tra il Comune e la comunità islamica. Oltre all’imam è presente il portavoce dell’Ucoii, Hamza Picardo, perché la comunità colligiana fa riferimento proprio all’Unione delle comunità islamiche.
A dar corpo alla costruzione arrivano i finanziamenti della Fondazione Monte dei Paschi che successivamente concede 400mila euro al progetto. I cittadini continuano a invocare il referendum ma a ottobre 2005 il consiglio comunale boccia la proposta e anche il ricorso al tribunale ordinario viene respinto nell’agosto scorso. Il primo mattone della moschea di 600 mq potrebbe quindi venir posto già il prossimo anno.