In val d’Olivo ora crescono i tralicci

La val d'Olivo è diventata, suo malgrado, la valle dei tralicci che passano sopra i tetti delle case. Succede a Lerca, frazione di Cogoleto, da quando in paese è spuntato un green a 18 buche, uno dei campi da golf più grandi della Liguria. Per fargli posto, la società costruttrice prima ha realizzato una discarica riempendo di terra e detriti il rio Loaga. Poi ha chiesto alle ferrovie di spostare i cavi dell'alta tensione. Fin qui tutto bene. Il problema è che l'elettrodotto è stato incautamente installato proprio sopra le abitazioni dei cittadini. Che ora parlano di «assurdità». Mentre la società «Sant'Anna Golf s.p.a.» su quest'area ha già provveduto a costruire un primo borgo residenziale (130 appartamenti) e si appresta a edificarne altri due nel giro di pochi anni. In paese la protesta corre sui volantini stampati dalla lista civica Tutti per Cogoleto contro «la sinistra cementiera che ha fatto scempio del nostro territorio sradicando 380 alberi secolari, sottraendo l'acqua dai campi, innalzando sopra le nostre case tralicci giganteschi che inquinano e deturpano l'ambiente».
Per Maria Elena Dagnino, capogruppo dell'opposizione, il campo da golf «è stato solo un alibi usato per costruire una serie enorme di fabbricati che hanno stravolto un'intera vallata tra Lerca e Sciarborasca»: la val d'Olivo così si chiamava, prima che venissero abbattuti quasi 400 alberi per fare spazio alla discarica. Sopra quei terreni un tempo passavano i fili dell'elettrodotto che alimenta la tratta ferroviaria Ventimiglia-Genova. Ragion per cui la società costruttrice sei anni fa chiede (e ottiene) dalle ferrovie lo spostamento dei tralicci. Che però finiscono in mezzo al centro abitato. A quel punto, siamo nell'autunno del 2001, due famiglie di Lerca si rivolgono al Tar perché ritengono che l'impianto non sia stato mai autorizzato. Come conferma il tribunale amministrativo regionale dichiarando l'elettrodotto abusivo. La Rfi (rete ferroviaria italiana) corre ai ripari e propone agli abitanti, al sindaco di Cogoleto Attilio Zanetti e all'allora assessore regionale all'ambiente Franco Orsi lo spostamento di un traliccio, quello posizionato di fronte alla torre del Lerca. «L'hanno spostato, ma non hanno risolto il problema», sibila oggi Dino Giusto. Fino a pochi giorni fa i cavi dell'alta tensione passavano a sei metri dalle sue finestre. Contati. Ora a 25. «Il problema vero è l'inquinamento elettromagnetico causato da questo impianto da 132.000 Kw che non sono uno scherzo». Non sono uno scherzo neppure i lavori per la costruzione di un tunnel da 200 metri sotto l'abitato di Lerca, da via Sant'Anna alla località «La Croce».
Servirà per raggiungere i nuovi nuclei residenziali che dovrebbero essere ultimati entro l'autunno del 2009. Le prime richieste di esproprio sono già finite sul tavolo di alcune famiglie della zona.
Giovanni Cerruti, imprenditore agricolo, parla a nome di tutti: «In dieci anni sono spariti tutti i sentieri per far posto a un centinaio di alloggi che tra poco tempo raddoppieranno. E gli oneri di urbanizzazione promessi non li abbiamo mai visti». La soluzione? Ne resta solo una, fanno capire Cerruti e compagni: «Interrare l'elettrodotto che attraversa l'abitato perché non basta spostare un traliccio di qualche metro».