La Val di Vara si «accende» rubando l’energia al vento

Alberto Vignali

da Varese Ligure

L'Alta Val di Vara potrà produrre tutta l'energia elettrica che consuma grazie alla sola forza del vento ed al più grande impianto eolico della Liguria. Questo all'interno di un più ampio programma dell'azienda spezzina Acam (una realtà controllata dagli enti pubblici che sta assumendo un ruolo leader anche in questo settore) che nel prossimo futuro porterà anche alla vendita diretta di elettricità pulita.
Il taglio del nastro, l'altra mattina sulle alture di Varese Ligure, ha fatto ripartire il rinnovato ed ampliato eolico che si trova sul Passo della Cappelletta. Questo progetto è stato realizzato dalla Centrogas del gruppo Acam e costruito la Safe Plant. La nuova centrale elettrica, oltre che un importante intervento di qualificazione per la Val di Vara, è anche un’innovazione per quello che riguarda proprio lo sviluppo nazionale del settore energie rinnovabili. Con l'entrata in funzione dell'impianto a quattro «eliche», il più grande della Liguria, si è infatti raggiunta la producibilità annua di 6,5 GigaWatt, questo consente un risparmio annuo energetico di 1.600 tonnellate di petrolio e una riduzione di 4.680 tonnellate di anidride carbonica immesse nell'atmosfera. Per garantire il trasferimento nella rete di distribuzione Enel sono state realizzate, raggiunte con cavi interrati, due cabine: una nel comune di Varese Ligure e l'altra nella frazione di Monte Groppo nel comune di Albereto (provincia di Parma).
«Varese ligure è un pioniere nella ricerca della qualità dell'ambiente - ha spiegato il sindaco Michela Marcone - è stato il primo comune in Europa ad ottenere una certificazione ambientale. Questo è un buon progetto per il nostro territorio». Con questa dichiarazione il primo cittadino ha chiaramente fatto riferimento al ricorso al Tar di Italia Nostra che ne contestava l'impatto ambientale. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune, riconoscendogli la «necessità di rispettare l'impegno che l'Italia ha assunto sottoscrivendo il protocollo di Kyoto».
«La nostra società - ha spiegato Sgorbini, presidente dell’Acam - è entrata nel campo dell'energia in modo concreto, dal 2007 potrà fornire energia anche al mercato domestico in via di liberalizzazione. La nostra ambizione è quella di creare un polo energetico locale, centrato sulle produzioni di energia da fonti rinnovabili: eoliche, idroelettriche, fotovoltaiche, da biomasse. Abbiamo trenta progetti sul fotovoltaico già approvati dal ministero».