Valanga sul Bianco: otto i dispersi In salvo altri 8 alpinisti

Una valanga di grandi dimensioni si è staccata all'alba sulla via normale del Monte Bianco, dal Tacul, in territorio francese e ha investito un gruppo di alpinisti. In salvo anche due italiani, provenienti da Verbania e
Lucca, di cui uno illeso e uno ferito in maniera non grave. La guida italiana: "Salvi per miracolo"

Aosta - Sono otto gli alpinisti di nazionalita' francese e italiana, di cui sette feriti e uno illeso, coinvolti nella valanga sulla via normale del Monte Bianco, in territorio francese, e recuperati fino ad ora dai soccorritori: tre sono gli italiani. E' quanto ha riferito all'ANSA il capitano Daniel Peujo', vice comandante del 'Peloton specialise' haute montagne' della gendarmeria di Chamonix, precisando che i feriti sono stati trasportati negli ospedali di Sallanches e di Chamonix, in alta Savoia. La valanga che si e' staccata all'alba di oggi dal Mont Blanc du Tacul, a circa 3.600 metri di altitudine.

E' di otto dispersi, cinque austriaci e tre svizzeri il bilancio della valanga. Lo confermano fonti della gendarmeraia di Chamonix. Gli otto dispersi - "la cui nazionalità è da confermare", ha precisato l'addetto stampa della Gendarmeia -, si sommano agli otto feriti di cui tre italiani e cinque francesi recuperati questa mattina e trasportati all'ospedale di Sallanches. 

Nel frattempo, a causa del rischio di altri crolli, dovuto all'innalzamento delle temperature, le ricerche sono state sospese e sono in corso le operazioni di evacuazione con gli elicotteri dei circa 40 uomini italiani e francesi impegnati nei soccorsi. La zona in cui è avvenuto l'incidente, sulla via normale di ascesa alla vetta del Monte Bianco, è in questo periodo frequentata da diverse cordate di alpinisti.

"Noi, salvi per miracolo" "A noi è andata proprio bene, siamo scampati per miracolo. La valanga si è divisa in due lingue: una è scesa a valle da una parte e una dall'altra, noi eravamo in mezzo". E' il racconto di Alberto Zucchetti, guida alpina di Varallo Sesia (Vercelli), che con due clienti italiani la notte scorsa si trovava sul pendio che porta alla vetta del Mont Blanc du Tacul quando è crollato il seracco. "Siamo partiti alle 2 dai Cosmiques - prosegue - e le condizioni della montagna erano ottime. Eravamo il terzo gruppo, davanti a noi c'era una guida svizzera, che conosco personalmente, con i suoi due clienti, e altri due alpinisti. All'improvviso verso le 3 abbiamo sentito il soffio della valanga, nessun rumore premonitore, poi ci è arrivata un po' di neve addosso, ci ha preso marginalmente". "Subito non mi sono reso conto della gravità di quanto accaduto - racconta ancora Zucchetti - pensavo fosse una slavinetta, poi ho guardato verso l'alto e non c'erano più le luci delle frontali degli alpinisti che ci precedevano. Anche dietro di noi erano scomparsi altri scalatori, probabilmente gli austriaci. La valanga si è divisa in due lingue, una è andata verso il col du Midi e l'altra verso il ghiacciaio dei Bossons, e noi eravamo in mezzo". Alberto Zucchetti è subito sceso lungo il canale della valanga: "Ho controllato dentro un crepaccio e l'ho trovato pieno di neve. Mi sono messo a chiamare, ad urlare, ma nessuno rispondeva. Si sentiva solo il silenzio della montagna. Allora sono sceso più in basso, 300 forse 400 metri, c'erano già altre guide alpine che stavano soccorrendo i feriti, alcuni dei quali semisepolti dalla neve. E' stata una vera tragedia".