Valanga sul mondiale di scialpinismo: 13 feriti

Un fronte di 120 metri di neve è piombato sulle piste durante la gara

Nadia Muratore

da Frabosa Sottana (Cuneo)

Ore 11,30. Un boato a oltre duemila metri, sulle montagne del Cuneese, preannuncia una tragedia. Tragedia che fortunatamente è stata solo sfiorata nel comprensorio del Mondolè, ad Artesina in provincia di Cuneo. Pochi metri hanno fatto la differenza tra la vita e la morte per 250 atleti che stavano disputando il mondiale di Scialpinismo e sono stati sfiorati da due valanghe, il cui fronte ha superato i 120 metri. Trenta gli sciatori coinvolti, tredici i feriti, solo tre sono stati ricoverati all'ospedale per lesioni, non gravi, agli arti. I soccorsi sono partiti immediatamente, anche perché il soccorso alpino si trovava già sul posto per monitorare la gara. Per diverse ore si è pensato che i dispersi fossero almeno un'ottantina, informazione che poi è risultata infondata. Per sicurezza gli uomini del soccorso alpino, carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco, hanno sondato il manto nevoso fin nel tardo pomeriggio per essere certi che la valanga non avesse travolto altri sciatori, o tifosi che stavano seguendo il campionato. L'allarme, scattato alle 11,30, è cessato solo dopo le 17. Tra gli scampati alla tragedia c'è Jean-François Cuennet, allenatore della squadra Svizzera. «Sono stato travolto con altri giovani atleti e ho temuto per la mia e per la loro vita - racconta ancora scosso nella sua camera d'albergo a Mondovì -. Sono rimasto sulla superficie della valanga, avevo le gambe bloccate, ma ho iniziato a “nuotare nella neve”, tenendo alta la testa e ce l'ho fatta, mi sono salvato. Accanto a me c'era un ragazzo, ho visto che stava annaspando. Con la forza della disperazione, appena uscito dal fronte della valanga, l'ho preso per la giacca e l'ho tirato su, liberandolo». Il distacco della massa nevosa è avvenuto in località Rocca Giardina, a oltre duemila metri di altezza e, secondo una prima ricostruzione fatta da alcuni testimoni ai carabinieri, pare che a far cadere il fronte siano stati due sciatori che avrebbero tagliato la cresta, facendo precipitare a valle la valanga, nonostante le disposizioni date dalla società sciistica e dagli organizzatori dei Mondiali, di non transitare su quel versante.
Gli inquirenti, diretti dal sostituto procuratore Riccardo Baudinelli, avrebbero già identificato i responsabili. «È successo quello che non dovrebbe mai succedere - spiegano gli addetti all'organizzazione dei Mondiali -: persone inesperte e incuranti dei suggerimenti di chi la montagna la vive e la conosce, hanno voluto osare e contraddire le disposizioni, tagliando con gli sci un costone di neve che sovrastava il percorso di gara». Alcuni minuti prima dell'inizio della gara, la partenza era stata spostata in quanto l'alta temperatura e il forte vento avrebbero potuto creare delle condizioni di pericolo. Solo dopo che le guide alpine hanno verificato più volte il tracciato, considerato in condizioni di sicurezza, la giuria internazionale ha deciso per il via. E la gara era appena iniziata quando un boato ha annunciato la valanga. «La macchina dei soccorsi ha funzionato alla perfezione - hanno commentato i comandanti dei vigili del fuoco Pietro Di Risio (Cuneo) e Cosimo Pulito (Torino) - e le squadre dei soccorritori hanno lavorato in un clima di massima collaborazione».