Valanghe e slavine sulle Alpi: sciatore morto e paesi isolati

Emiliano Farina

Un giovane sciatore norvegese morto, cinque persone travolte dalla neve che fortunatamente si sono salvate, un paese di duecento persone isolato, molte piste e passi chiusi: questo il «bollettino di guerra» di ieri sull'arco alpino, da Bardonecchia al Cadore, a causa di valanghe e slavine. Ieri mattina in Val di Fassa ha perso la vita uno scialpinista norvegese di 28 anni: il giovane è stato travolto nella zona di Col de Duc. A dare l’allarme è stato l’amico che era con lui: nonostante avesse con sé il segnalatore antivalanga, i soccorsi sono stati inutili.
Ma con il numero di valanghe registrato ieri il bilancio avrebbe potuto essere molto più grave. In Val d’Aosta una slavina ha colpito la strada che porta a Rhêmes Notre-Dame - chiusa per precauzione - e un’altra ha sfiorato il villaggio di Chenevey. Nessun danno. In Trentino Alto Adige, al passo Pordoi, un escursionista è rimasto intrappolato sotto la neve. Subito trovato dal Soccorso alpino, è stato sottoposto alle pratiche di rianimazione. A Misurina (Belluno), si è staccata un’altra valanga, questa volta senza travolgere nessuno. Stessa fortuna - o meglio, buon senso - in Valle Aurina, dove una massa di neve ha invaso la pista Klausberg K1, che era stata chiusa al pubblico. Una grande massa di neve è caduta anche al Passo del Tonale, in Alta Val Camonica, su un costone di montagna tra le piste Alpino e Bleis.
Sul passo Gardena, la scorsa notte una slavina ha investito un automobilista, rimasto illeso. In Piemonte, nei pressi di Bardonecchia, la neve ha travolto e ferito una escursionista in alta Val di Susa: ha riportato una frattura alla gamba. Altri tre escursionisti sono stati travolti e salvati allo Jafferau. Non è andata meglio in Lombardia dove in Valmalenco, provincia di Sondrio, la caduta di una slavina ha bloccato la strada che dalla frazione di Primolo porta a Chiesa. Nessun ferito ma i duecento abitanti della piccola frazione sono rimasti isolati in attesa che le ruspe liberassero la strada dalla neve.
Situazione tragica anche in Germania: due morti in Baviera, mentre a Monaco quaranta centimetri di neve hanno paralizzato la circolazione stradale. Una coda d’inverno difficile anche nel Centro-Est della Francia dove le forti nevicate hanno bloccato migliaia di persone in viaggio. Tra queste, una settantenne è stata investita mentre spingeva la propria auto bloccata dalla neve. Nelle stesse ore sul tratto di autostrada A36 tra Belfort e Besançon sono rimasti bloccati trecento camion e duecento auto. Linee ferroviarie in difficoltà sulle tratte Parigi-Basilea e Strasburgo-Lione. Migliaia di sciatori sono stati obbligati a trovare una sistemazione provvisoria perché non sono riusciti a raggiungere le stazioni invernali. Nei pressi di Lilla è precipitato un aereo da turismo durante una fitta nevicata: un morto.