Valanghe, sei morti in alta Val di Fassa Slavina uccide bimbo

Tragedia in Trentino, squadra di soccorso travolta nell'alta Valle di Fassa, in Val Lasties, tra il Pordoi e il gruppo del Sella: 4 morti. Cercavano due turisti travolti da una slavina e deceduti.  Il cordoglio del presidente Napolitano

Cercavano due turisti dispersi sulle Dolomiti e sono morti quattro soccorritori del Soccorso alpino del Trentino. Altri due sono feriti, ma non gravemente, un settimo è rimasto illeso. La tragedia è avvenuta in serata nell'Alta Valle di Fassa, in Val Lasties, tra il Pordoi, vicino al gruppo del Sella, oltre i 2.000 m di quota. I due escursionisti dispersi, stranieri, erano saliti in quota stamattina, a 2.750 m, con le ciaspole e l'allarme è scattato quando non hanno fatto ritorno a valle, all'imbrunire. Anche loro sono stati ritrovati morti.

Una squadra del Soccorso alpino di Trento, composta di sette tra guide e istruttori, è partita per la bonifica dell'area, intorno alle 18. E' giunta al rifugio Forcella, da dove è scesa, facendosi luce con le lampade frontali, verso la zona dove risultavano dispersi i due. Erano le 19 e in quel punto era scesa una slavina. Qui un nuovo costone di neve è venuto giù e ha travolto alle spalle i soccorritori, cche erano a metà valle. Uno solo di loro é riuscito a liberarsi e a dare l'allarme.

In quattro sono stati trascinati per 400 metri e in due per 200 metri, mentre il settimo componente della squadra è rimasto solo lambito. Le altre squadre arrivate sul posto sono del Soccorso alpino dell'Alta Val di Fassa, Centro Fassa e Val di Fiemme. Per tre delle vittime la causa sarebbe stata il soffocamento e per il quarto un trauma. Il pericolo di valanghe rimane infatti forte e i colleghi sono stati costretti a scendere. "Mettiamo in conto il rischio - dicono - ma di fronte a questi fatti restiamo sconvolti".

Le vittime Il più noto nel settore tra le quattro vittime della tragedia avvenuta nella serata di ieri sulle Dolomiti del Trentino è Ervin Riz, 32 anni. Tecnico di elisoccorso, istruttore della scuola provinciale trentina del Soccorso alpino, era anche guida alpina e istruttore nazionale delle guide alpine. Era trentino, come le altre tre vittime, tutte della Val di Fassa. Da qui erano partiti per soccorrere due escursionisti stranieri dispersi in Val Lasties, tra il Pordoi, vicino al gruppo del Sella, a 2.750 m di quota. Erano tutti estremamente esperti e al lavoro da anni nel Soccorso alpino del Trentino. Diego Peratoner, 42 anni, figlio dell'ex presidente Super Ski Dolomiti, era un alpinista esperto, operatore tecnico del Soccorso alpino, così come Luca Prinot, 43 anni e Alessandro Dantone, 39 anni. Questa mattina poco dopo le 9 si sono concluse le operazioni di recupero delle salme, alle operazioni di recupero hanno partecipato due elicotteri, rispettivamente dell'Aiut Alpin Dolomites e di Trentino emergenza.

Morti i turisti che cercavano I due turisti dispersi, che la squadra del Soccorso alpino del Trentino stava cercando ieri sera, quando è stata travolta da una valanga, sono stati ritrovati stamattina. Sono anch'essi rimasti vittime di una valanga, come era stato ipotizzato dai tecnici che si erano precipitati a cercarli, nonostante fosse ormai buio. Le operazioni di ricerca stamani sono state compiute da circa quaranta uomini del Soccorso Alpino, dalle unità cinofile del Soccorso alpino e della Scuola Alpina della polizia di Stato di Moena. Hanno partecipato anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Canazei.

Il cordoglio di Napolitano Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico incidente accaduto in Val di Fassa, in cui hanno perso la vita, travolti da una slavina, mentre erano impegnati nella ricerca di escursionisti, i volontari del soccorso alpino Erwin Riz, Diego Peratoner, Alessandro Dantone e Luca Prinot, ha inviato al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai un messaggio: "A lei, Signor Presidente, la mia solidarietà ed affettuosa vicinanza e la prego di rappresentare ai familiari delle vittime la mia commossa partecipazione al loro cordoglio e ai feriti gli auguri di una pronta guarigione". Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa del Quirinale.

Così l'incidente E' stato alla radio che il capo del Soccorso alpino di Canazei, che stava coordinando le operazioni dal Pas Pordoi, non distante dal luogo della tragedia, ha appreso della valanga. A dirglielo è stata la voce dell'unico dei sette della squadra rimasto indenne, Martin Riz. Nonostante lo sconforto immediato per quanto stava accadendo le squadre che sono giunte in supporto hanno mantenuto i nervi saldi, seguendo le procedure stranote a esperti di tale livello: erano tutti quelli disponibili in val di Fassa, più dei colleghi bellunesi. Nemmeno i due feriti, Roberto Platter e Sergio Valentini, hanno abbandonato i compagni, finché le vittime sono state estratte. Platter e Valentini erano in ipotermia, ma hanno continuato a scavare senza sosta. Era stato Comelli stesso a portare su in auto la squadra, aveva fatto riaprire apposta un impianto di risalita, poi era tornato alla base, per effettuare il lavoro di coordinamento. La chiamata via radio per la valanga l'ha raggiunto mentre era ancora in auto: sei sotto la neve. Ha chiamato subito il presidente del Soccorso alpino, Maurizio Dellantonio, che ha allertato tutte le squadre possibili. Il tempo poi sembrava essersi fermato. Le radio e i telefoni cellulari non prendevano e i minuti sembravano non trascorrere, finché i suoi hanno chiamato, dicendo di avere estratto tutti e sei. Il sollievo è durato pochi secondi, fino a quando si è sentito dire che in quattro erano senza vita.

Il rischio valanghe era stato annunciato forte, cioé di grado 4, in una scala da 1 a 5, a causa delle piogge insistenti dei giorni scorsi e delle temperature miti. Per questo la neve era stata giudicata instabile e fortemente sconsigliato il fuori pista, così come le escursioni in alta quota. Non ci sono pericoli sulle piste battute, ma tutti sconsigliano ancora il fuoripista in alta quota anche con uso di attrezzi alternativi, come le ciaspole.

Muore un ragazzino in Alto Adige Un ragazzino tedesco di 12 anni, Maximilian Conrad, è morto travolto da una slavina ieri nella zona di Solda in Alto Adige. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio. Stava sciando fuori pista nei pressi di Malga Madriccio, a quota 2.800, assieme al fratello Niclas e a un conoscente, su un percorso fuori dalle piste battute ma abbastanza frequentato, quando si è staccata la massa nevosa che ha travolto i tre. Immediatamente è scattato l’allarme e, quando gli uomini del Soccorso alpino sono giunti sul posto, ben presto hanno dissepolto i turisti travolti. Uno di loro, il fratello della vittima, era illeso, mentre il loro conoscente è stato trovato svenuto ed è stato trasportato all’ospedale di Bolzano, dove i medici non disperano di salvargli la vita. Quando i soccorritori hanno dissepolto il ragazzino, per lui ormai non v’era più nulla da fare.

Pioggia, allerta nell'Italia centrale Rimane l’allerta in provincia di Lucca, dove il Serchio ha rotto gli argini in tre punti a Santa Maria del Colle e sono state evacuate 200 persone, che hanno passato la notte nei centri di accoglienza allestiti nelle province di Lucca e Pisa. Sulla A11 Firenze-Mare è stato chiuso il bivio con il Raccordo Lucca-Viareggio e il bivio con la Strada Statale 1 Aurelia, in entrambe le direzioni, per l’esondazione di un canale. Problemi anche nel ponente ligure, dove si sono verificati forti disagi alla circolazione a causa di numerose frane, che hanno colpito soprattutto le province di Imperia e Savona. Una frana ha costretto alla chiusura dell’Aurelia tra Alassio e Albenga, in provincia di Savona. Nello spezzino, sono rientrate in case le circa 500 persone evacuate in via precauzionale, a causa dell’esondazione del fiume Magra. Il rischio di esondazione dei fiumi resta alto anche in Emilia Romagna, dove vengono costantemente monitorati il Secchia, il Panaro e il Taro, mentre è rientrata l’allerta per il Tagliamento e l’Isonzo, in Friuli Venezia Giulia.