In Valbisagno c’è il palasport dei desideri

Francesco Guzzardi

Per anni è stato il desiderio degli abitanti della vallata, di associazioni sportive e culturali, tutti aspettavano questo momento, ma sembra che il tempo si sia fermato: il palazzetto dello sport realizzato dal Comune, inaugurato dalla circoscrizione e presentato alla cittadinanza pochi mesi or sono è ancora in attesa della delibera per decidere chi lo gestirà. In un primo tempo si pensava alla Polisportiva Alta Valbisagno, ma adesso potrebbe essere la stessa amministrazione comunale a gestire quello che è stato definito un gioiello di tecnologia. E' passato più di un lustro da quando è stata posata la prima pietra. Con il quartiere messo a soqquadro e il capolinea dei bus spostato verso monte, per tutto questo tempo gli abitanti della zona hanno sopportato ruspe e continue demolizioni. Da un po' di tempo a questa parte tra gli abitanti della Valbisagno, in particolare di Prato, regna il malumore: prima la chiusura del senso di marcia delle autovetture che salgono verso Bargagli (a discapito dei negozi che vedono drasticamente tagliati gli introiti), e adesso l'impianto sportivo che rischia di diventare vecchio prima di poterlo utilizzare. La Polisportiva Alta Valbisagno, che potrebbe garantire a centinaia di ragazzi di cimentarsi in attività agonistiche, aspetta.
Intanto qualcuno dice che il tetto è stato costruito male - «Quando piove si formano enormi pozzanghere» -, il Comune nega e conferma che l'attesa è solo una prassi burocratica. Ma la sostanza non cambia: il campo di pallavolo, di basket e le attrezzature per la ginnastica libera ci sono, le gradinate (500 posti a sedere) pure, la volontà delle associazioni di prenderne possesso e iniziare i corsi è tanta, ma la porta resta chiusa. Di questo passo, è a rischio il campionato della squadra di volley femminile che partecipa alla Serie C e che nella scorsa stagione ha sfiorato la promozione in B2; sarà anche impossibile aprire le iscrizioni ai corsi di ginnastica, basket e di tutti gli altri sport indoor. Esiste solo una nota positiva: un lato della struttura è stato occupato dai volontari della Gau (sfrattati dalla precedente e fatiscente sede), e questo serve anche da deterrente per non lasciare abbandonata, in balia dei vandali, l'intera struttura. La speranza è quella che dopo i volontari della Gau, anche le centinaia di atleti della zona e di Genova «scoprano» il palasport0.