In Valbisagno giochi da rottamare Per i bambini Prato resta un’oasi

Sono solo i bambini che frequentano i giardini di piazza Suppini, a Prato, ad inaugurare i nuovi giochi donati dal Comune di Genova al Municipio della Valbisagno. Tutti gli altri bambini che frequentano i rimanenti giardini della vallata, dovranno continuare a giocare con giochi arrugginiti e in piazzali sporchi e fatiscenti. Un fatto curioso che fa parte delle iniziative di promozione organizzate dal Comune di Genova (nell'ambito della convenzione Onu) il quale, per il decimo anno consecutivo nello scorso dicembre ha organizzato eventi cittadini e territoriali composti da studi, riflessioni, incontri e giochi. «Quest'anno - si leggeva nel programma - il mese dei bambini sarà dedicato al diritto alla comunicazione amica dei bambini e delle bambine, nel rispetto delle loro identità e della loro età, perché le parole siano importanti e possano parlare dei loro diritti» (art. 17 della convenzione Onu sui diritti dell'infanzia). Ma proprio leggendo il programma di tali eventi, molta gente ne ha notato uno in particolare il quale, dettagliatamente, illustrava l'attuazione di un progetto denominato: «Strade amiche delle bambine e dei bambini, azione ricompressa nel piano regolatore sociale per l'infanzia e l'adolescenza, un progetto volto all'inaugurazione dei giochi scelti dai bambini nelle strade e piazze della Media Valbisagno». Bene, hanno pensato subito le famiglie, un bel regalo per i bimbi della vallata, ma telefonando all'ufficio del Comune, «assessorato infanzia e scuola», indicato sul programma, hanno appreso la strana verità: «Noi abbiamo scelto i giochi da donare e dobbiamo solo decidere la data per l'inaugurazione, rispondono gli addetti, ma per la Valbisagno, la divisione territoriale di quel Municipio ha scelto una sola piazza».
E le altre? Da anni sentiamo le lamentele degli abitanti della vallata sulla condizione precaria dei giardini pubblici e per questo motivo, tralasciando il parco frequentato dai bambini di Prato, abbiamo verificato le condizioni dei rimanenti giardini ed ecco la cruda cronaca. Struppa: a parte già quelli citati (per altro i più nuovi di tutti), esistono quelli in zona Canova, tirati a lucido ma senza giochi e quelli della Doria, dove oltre alla presenza di pochi giochi rotti, alcune persone denunciano un continuo via vai di moto e scooter. Molassana: anche qua (giardini Falco), i giochi sono rotti e le moto la fanno da padrona, non esistono entrate protette e la pavimentazione è in totale dissesto. San Gottardo: nei giardini Marsano regna il più totale degrado e sembra che ormai, la gente li utilizzi come discarica a cielo aperto. Staglieno: i giardini Alberto Nobile praticamente sono abbandonati, non si vede nessun bimbo nel raggio di 100 metri ma solo tanta spazzatura. Nei giardini De Tommaso in via delle Ginestre, pali arrugginiti e panchine rotte fanno bella mostra ai pochi presenti, mentre nei giardini di via Burlando, quelli del «circolo dei 30», non esiste più alcuna rete di recinzione né un angolo pulito. Rimarrebbero parecchi altri giardini da visitare ma, a detta degli abitanti del luogo, la loro condizione continua a rimanere pessima. Un quadro desolante che da una parte mette in risalto la volontà del Comune di Genova di venire incontro ai bambini (in nome addirittura dell'Onu) e dall'altra, la mancanza di volontà da parte dei Municipi, per permettere, attraverso poche modifiche, di contribuire a cambiare positivamente alcune giornate dei nostri figli e, perché no, anche le nostre.