Valbisagno Negozianti contro Comune e Amt

«Noi non ci stiamo più. E voi non ce la raccontate più. Siamo stanchi. Ci avete ridotto all'osso, con anni di promesse mai mantenute». Il «noi» sono i cittadini-commercianti di via Emilia e di via Piacenza; il «voi» sta invece per l’amministrazione comunale. Ed è proprio quest'ultima a incassare, durante un gremito consiglio municipale nella Media Valbisagno, il duro attacco dei commercianti della zona, che mal hanno digerito le limitazioni al traffico, previste nel progetto della busvia, che modifica la viabilità nella zona di via Piacenza e via Emilia. E per placare gli animi hanno risposto all'appello il vice-sindaco Paolo Pissarello, l'assessore alla Mobilità Urbana Simone Farello, il presidente di Amt Bruno Sessarego e il nuovo amministratore delegato Olivier Rossignolle, tutti rigorosamente chiamati dal presidente del municipio Agostino Giannelli, per far chiarezza sulla situazione. E tra non poche polemiche, i tecnici del Comune, hanno faticato a spiegare a video, come cambia il traffico nell'area interessata. «Siamo stati chiamati a rispondere a delle domande - ha spiegato Farello -, ma prendiamo anche nota delle polemiche, qui emerse. Dobbiamo portare avanti un progetto congiunto che tenga conto dei problemi delle categorie, senza però dimenticare che l'obbiettivo principale resta quello di migliorare la qualità della vita».
Tra le più agguerrite a difendere l'accesso a tutti è stata Rosa Vaggie, titolare di una tabaccheria in via Piacenza, e portavoce di un comitato spontaneo, che nell'arco di pochi giorni ha raccolto oltre 1200 firme, per modificare la mappa del «percorso protetto». Perché, la cosa che più fa arrabbiare i commercianti sono le zone a traffico limitato, dove potranno accedervi solo i residenti: «questo significa - ha aggiunto la signora Vaggie - complicare la vita a 70 operatori commerciali, con duecento dipendenti, a 700 dipendenti Iride, ai parrocchiani e agli alunni delle scuole elementari, asili statali, nidi e ambulatori e un centro estivo per bambini. Un progetto folle dunque, che noi continueremo a contrastare. Non ci dimentichiamo che il commercio locale, è basato sul transito». «Impensabile poi cancellare i parcheggi - ha aggiunto -. E che non passi il messaggio che noi la busvia non la vogliamo. Tutt'altro. La facciano pure, però in sospensione sul Bisagno, senza penalizzare chi qui ci abita o ci lavora».