Vale ancora in pole: "Ma non ho mai visto così tanto equilibrio"

Oggi Gp di Catalogna. Rossi: "Io, Stoner e Pedrosa siamo sullo stesso piano: oggi conterà anche la condizione fisica"

da Montmeló

In prova è il più forte di tutti. Lo dicono i numeri del 2007: quattro pole, sei volte su sette gare in prima fila. Lo dicono gli avversari: «In qualifica, Rossi e le Michelin sono il punto di riferimento», si sente ripetere dall'inizio dell'anno. E così, anche uno scaramantico come Valentino Rossi non si può tirare indietro e chi se ne importa della statistica che dice che da otto gare chi scatta dalla pole poi non vince il GP.
«Certo che conosco questo dato - scherza -, anche perché di queste otto pole, ne ho ottenute parecchie (sei, ndr): ma che fai, vai in pista e non tiri? Preferisco pensare che l'anno scorso qui ho conquistato il primo tempo in prova e poi sono anche salito sul gradino più alto del podio».
È giustamente sereno il campione della Yamaha, forte della consapevolezza di poter ripetere la prestazione del Mugello, al di là delle statistiche negative.
«La M1 e le Michelin in qualifica sono fantastiche ed è bello guidare in queste condizioni. E la soddisfazione è ancora più grande se penso che l'anno scorso mi facevo un mazzo così per partire dalla quinta fila, con il 13° o il 14° tempo. La gara, però, sarà tutta un'altra storia, ma intanto mi godo questo grande giro che mi dà un piccolissimo vantaggio. Sarà comunque fondamentale partire bene, non come ho fatto al Mugello, perché Stoner potrebbe tentare la fuga all'inizio. E anche Pedrosa è molto pericoloso».
L'analisi di Rossi è come sempre lucida e precisa. Al di là del risultato cronometrico delle prove, con Rossi, il sorprendente De Puniet (con la Kawasaki) e Pedrosa in prima fila, Stoner, Hopkins ed Edwards in seconda, saranno Valentino, Casey e Daniel a giocarsi probabilmente la vittoria. Ognuno con punti forti da sfruttare e piccole debolezze da nascondere. Tra i tre, Rossi sembra quello messo meglio, anche se la Yamaha continua a essere troppo lenta in rettilineo (ma Vale ha battuto il record del circuito).
«Perdo ancora mediamente più di 10 km/h in velocità massima rispetto alle Ducati, ma anche le Honda sono molto più rapide. La M1, però, funziona molto bene, è bilanciata e nel misto riesco a essere molto competitivo: cercherò di sfruttare questo punto di forza».
La sensazione è che, a differenza di quanto accaduto in Qatar e in Cina e, di fatto, come è successo al Mugello, il GP della Catalunya si deciderà in curva e non in rettilineo. Sotto questo punto di vista, quindi, Rossi sembra avvantaggiato, ma anche Stoner e Pedrosa danzano con leggerezza tra le curve dell'affascinante circuito alla periferia di Barcellona.
«Io, Casey e Dani - conferma - siamo sullo stesso piano e se vai a fare la somma dei tempi delle prove, alla fine la differenza è minima. Sarà quindi una gara lunga e combattuta, condizionata anche dal caldo: quest'anno, non avevamo ancora corso in simili condizioni e negli ultimi giri conterà anche la preparazione fisica».
Oltre alle gomme, naturalmente, come sempre fondamentali negli sport motoristici. Sembrava che con l'alzarsi della temperatura, le Michelin di Rossi e Pedrosa dovessero essere favorite, con le Bridgestone di Stoner in difficoltà. Ma la seconda giornata di prove ha invece mostrato un sostanziale livellamento dei valori in campo e nelle libere del mattino, il pilota della Ducati ha tenuto un passo impressionante, dimostrando di aver risolto tutti i problemi che lo avevano rallentato al Mugello.
«Stoner fa paura, anche perché ha gomme differenti dalla mia e quindi non sai mai qual è il materiale che ha a disposizione, come si comporterà negli ultimi giri. Pedrosa, però, avrà grandi motivazioni e una spinta in più per i tanti tifosi sulle tribune: diciamo che sono sullo stesso piano. È la prima volta quest'anno che la situazione è così equilibrata».