Vale: «Devo vincere dove non ho mai vinto»

da Laguna Seca

L'atmosfera è unica, speciale, quasi eccitante. Fino a un paio d'anni fa, il motociclismo negli Stati Uniti era uno sport assolutamente minore, poco seguito e per nulla considerato. Poi, però, nel 2005 si è tornati a Laguna Seca, circuito storico della California, e nel 2006 Nicky Hayden, uno "yankee" del Kentucki è diventato, a sorpresa, campione del mondo. E il motomondiale ha cominciato a diventare più popolare. «Fino a qualche tempo fa - dice Wayne Rainey, tre titoli mondiali vinti dal 1990 al 1992, un grandissimo del motociclismo, purtroppo costretto su una sedia a rotelle da un terribile incidente nel 1993 a Misano -, da queste parti conoscevano solo Valentino Rossi, adesso tutti i piloti sono più o meno famosi». Non a caso, nel 2008 gli appuntamenti negli Stati Uniti diventeranno due, con Indianapolis che ha firmato un contratto di due anni con la Dorna, la società che gestisce il motomondiale. Come tutto da queste parti, lo sport è soprattutto spettacolo e gli americani si esaltano di fronte all'estro e alla bravura di Rossi, che nonostante il titolo conquistato da Hayden, rimane il pilota più acclamato nel paddock. Fuori dal box, decine e decine di appassionati si affollano per una foto, un autografo, accompagnando il campione con i classici gridolini dei tifosi impazziti di gioia. Come al solito, Valentino è sereno e disponibile, si presta volentieri al "lavoro" di personaggio pubblico, ma è anche incredibilmente concentrato. L'errore commesso domenica scorsa in Germania, obbliga Rossi a una risposta immediata, su una pista storicamente però favorevole ai piloti americani. Nella storia di Laguna Seca soltanto un pilota europeo, Luca Cadalora, riuscì nel 1994 a trionfare, ma nelle altre otto edizioni è sempre stato un campione di casa a salire sul gradino più alto del podio. Ma Valentino, costretto a inseguire Casey Stoner a 32 punti di distacco, deve assolutamente passare per primo sotto la bandiera a scacchi o comunque arrivare davanti al rivale della Ducati.
«Non ho mai vinto qui - sottolinea infatti Rossi - ma dopo la caduta del Sachsenring, sono determinato a riuscirci questa volta».
L'inizio è stato positivo, con Valentino subito veloce nel primo turno di prove libere, conclusosi quando in Italia erano le 20: il quinto posto alle spalle di Melandri, Edwards e Hopkins indica che la Yamaha e le Michelin sono competitive. Come peraltro conferma l'ottima prestazione del compagno di squadra Colin Edwards, mentre Stoner, dopo aver impiegato qualche minuto a prendere le misure a moto e pista, ha cominciato a martellare, come al solito, su tempi velocissimi, chiudendo la prima sessione di prove libere davanti a tutti e confermandosi, ancora una volta, in forma straordinaria. Nicky Hayden è per il momento più staccato, ottavo, così come il compagno di squadra Daniel Pedrosa (undicesimo), vincitore domenica in Germania.