Vale-Ducati, finalmente sposi «Sarà una sfida tutta italiana»

Con Valentino Rossi alla Ducati rinasce la nazionale dei Motori. La prossima stagione in Emilia si spera nella doppietta, il mondiale di F1 di nuovo alla Ferrari, la MotoGp alla casa di Borgo Panigale. Quando domenica sera alle 18 è arrivato l'annuncio ufficiale, "Rossi è rosso", il sito internet della Ducati è andato in tilt e ieri si sono scatenati i tifosi che sulla ringhiera dello stabilimento bolognese hanno appeso il poster del Dottore stampato su tessuto: sullo sfondo il tricolore, ai lati le sue foto con tante firme. La casa emiliana lo inseguiva dal 2003, quando lasciò la Honda per la Yamaha, dove portò con sé il proprio staff. E stessa cosa farà stavolta, trascinando nell’ennesima avventura il capo tecnico australiano Jeremy Burgess, il team manager Davide Brivio e vari tra tecnici e collaboratori: se in carriera ha mancato il titolo appena 4 volte è anche grazie al suo superstaff, una tribù itinerante.
Un anno fa a Misano Valentino lodava la velocità delle Desmosedici con il responsabile di Ducati Corse Filippo Preziosi: «Le sue moto vanno sempre molto forte, mi danno filo da torcere» diceva. La scintilla sbocciò lì, e l'ingegnere conferma: «Valentino è un grande appassionato di moto, ho sempre ascoltato i suoi commenti tecnici. Sino a Valencia rimarrà avversario, poi analizzeremo ogni dettaglio insieme».
Ecco, l'ultima gara della stagione è il 7 novembre in Spagna, Rossi ha il contratto con la Yamaha sino al 31 dicembre, dal Giappone potrebbero negargli il consenso a provare con la Ducati, ritardando lo sviluppo di due mesi. «Questi test saranno molto importanti - sottolinea l'ad ducatista Gabriele Del Torchio - e noi abbiamo permesso a Casey Stoner di provare con la Honda che guiderà nel 2011...».
Ieri a Brno Valentino ha girato con il nuovo motore Yamaha ma non la nuova forcella montata sulle moto di Lorenzo e Spies. «Normale che non mi abbiano fatto guidare la nuova moto - riflette - .... E adesso non sono più fondamentale, qui il mio lavoro è finito». Ancora: «Non ho fatto queste scelte per i soldi quando avevo 20 anni, figurarsi adesso. Ho firmato (due anni di contratto, ndr) per la stessa cifra che mi avevano offerto dal Giappone...». Si parla di 14 milioni d'ingaggio. La prima stagione sarà complicata, non si vede favorito. «Quando arrivai in Yamaha la moto era molto meno competitiva». Poi rivela: l'ha convinto a lasciare anche il pensionamento a fine stagione del gran capo Masao Furusawa, «per me il team era lui, gli ho sempre parlato non solo di questioni tecniche, mi sarebbe mancata una persona chiave». Persona chiave che ora ritroverà in Preziosi, uomo dalle mille risorse, papà della Desmosedici, ingegnere geniale che neppure il grave handicap (è tetraplegico a causa di un incidente) ha fermato.
«La mia M1 nel 2004 era una povera moto da metà classifica...» ha scritto Vale di suo pugno nella lettera d’addio al team (vedere a lato), «... derisa dalla maggior parte di piloti e addetti ai lavori. Ricordo il primo bacio che le diedi sull'erba di Welkom, lei mi guardò dritto negli occhi e disse "Ti amo". È cresciuta, nel box si vede il suo sorriso, è corteggiata come prima della classe. Anche le storie d'amore più belle però finiscono». E infine: «Che bello, sarà come Agostini con la Mv Agusta, un'accoppiata tutta italiana...».