A Valencia rispunta la Luna mentre Oracle prende paura

Battuta con facilità Germany, quindi rivincita su Shosholoza in un giorno favorevole anche a Mascalzone Gli americani sembrano in difficoltà

Valencia - Giornata estenuante: dopo dieci regate le ultime barche sono rientrate quando il cielo cominciava a scurire. Ma giornata positiva per le barche italiane. Luna Rossa ha liquidato i suoi due avversari con tranquilla precisione, senza mai provare un sussulto, il timore di essere sorpassata. Due partenze ben fatte senza rischi, due prime boline per consolidare il risultato e una lunga volata verso il traguardo. Il primo avversario di James Spithill è stato Jesper Bank, timoniere medagliato di United Internet Germany. Sul piano della velocità non c'è storia tra la barca italiana e quella tedesca. Ma anche il timoniere danese ci mette del suo. In gergo si dice che ogni tanto «perde la barca», perché la rallenta tanto da non riuscire a ripartire. Il secondo avversario era Shosholoza, autrice nel primo round della grande impresa di averla battuta. Paolo Cian e Tommaso Chieffi sono stati abili nell'impegnare Luna Rossa, ma anche in questo caso una buona partenza, con la scelta del lato favorito, è stata decisiva. Luna Rossa sembra decisamente in crescita, dopo aver superato la crisi delle due regate perse all'inizio. Gli incontri pesanti devono ancora arrivare - già oggi c’è lo scontro diretto con Oracle che deciderà il primo posto provvisorio - ma la forma c'è. Corretta la manovra di cambiare dopo la prima regata gli uomini più soggetti ad affaticarsi, grinder e prodieri.
Adesso Luna Rossa e Bmw Oracle sono in testa a pari punti, Bmw è considerata prima per aver vinto l'incontro diretto. Ma tra le due, a guardare la giornata di ieri, quella meno sicura dei suoi mezzi è la barca americana. Chris Dickson ha faticato sia con Shosholoza, che ha condotto in testa per oltre metà regata, impegnandolo seriamente fino proprio agli ultimi metri della ultima poppa, sia con la meno dotata Victory Challenge. Bmw non sembra quel missile dei primi giorni, meritava proprio di perdere almeno una delle due regate. Certo, con gli svedesi Dickson nell'approccio all'ultima bolina ha esibito una della sue manovre preferite - che si chiama appunto la Dickson - che gli ha consentito di ribaltare il risultato e superare gli avversari.
La testa di un timoniere di match race somiglia un poco a quella di un giocatore di scacchi: a ogni mossa corrisponde una risposta, e ogni mossa fa parte di una strategia, devi preparare la mossa successiva. Le grandi novità arrivano da Mascalzone Latino Capitalia. Dopo cinque sconfitte consecutive che hanno segnato la classifica in maniera pesante, Vincenzo Onorato ha deciso non senza soffrire di rinunciare al timoniere di percorso Flavio Favini per imbarcare Cameron Dunn, neozelandese fino ad ora timoniere allenatore. Ieri Mascalzone correva una sola regata, ma contro l'avversario che si considera diretto per l'accesso alla semifinale. All'interno del team non deve esser stata una decisione facile. Favini ha «preso atto» e continuato a lavorare, per esempio ha regolato l'albero. Dopo una partenza veramente aggressiva condotta da Jes Gram Hansen che ha letteralmente lasciato interdetto Karol Jablonsky, Mascalzone ha navigato bene per tutta la regata, mantenendo un bel vantaggio e senza correre pericoli. Il nuovo timoniere - e cambiare è sempre una mossa pericolosa - ha portato al traguardo Mascalzone trasformando la partenza in vittoria. Vasco Vascotto ha detto «era un incontro determinante, perché incontravamo gli avversari più pericolosi per l'accesso alla semifinale e dovevamo superare la crisi. Abbiamo regatato con il cuore, sapendo che perdere questa regata avrebbe più o meno significare metter via ogni speranza di passare il turno. Adesso dobbiamo vincere ogni giorno, ogni giorno è come scendere in campo per una finale di Champions League. È difficile, ma ce la possiamo ancora fare».
In classifica dietro Luna Rossa e Bmw Oracle c'è Emirates Team New Zealand, che imbarcava Michael Schumacher. L'ex ferrarista ha detto che «mi ha colpito soprattutto il lavoro dell'equipaggio, l'armonia tra i ragazzi. L'unico rumore che si sente è quello del vento ed è nulla in confronto al fracesso che sentiamo sulle auto». I kiwi hanno battuto + 39 e i francesi di Areva, che dopo un giorno da leoni ieri non hanno fatto paura a nessuno. Al quarto posto c'è Desafio che nella prima regata ha superato proprio i francesi. I punti di vantaggio su Mascalzone sono cinque: due vittorie e mezzo da recuperare in sette regate. Ci si può riuscire.