Valentin Paquay

Questo belga nacque a Tongres nel 1828, era quinto di undici figli e si chiamava Louis. Dopo gli studi, nel 1849 si fece francescano a Thielt col nome di fra Valentin. Nel 1854 venne ordinato sacerdote a Liegi e mandato nel convento di Hasselt, dal quale non si mosse mai più. Qui ricoprì, man mano, diverse cariche in seno all'ordine, da guardiano a provinciale. Dormiva per terra o su una sedia, e sempre poco perché pregava. Al mattino, talvolta lo si vedeva per le strade a recitare il rosario ad alta voce. Se qualcuno gli si avvicinava, veniva invitato a recitare con lui. Lo stesso quando prendeva il treno. Nelle prediche "impersonava" i vari personaggi evangelici o i santi. Stava ore in confessionale e non di rado stupiva i penitenti dimostrando di conoscere i loro peccati anche prima che glieli dicessero. A una suora che gli aveva scritto perché in procinto di abbandonare il velo per avversione alla superiora rispose di perdonare. Quella, dopo anni, andò a confessarsi e lui, che non l'aveva mai vista prima, le ricordò quel che le aveva scritto tanto tempo addietro. Un tale andò a confessarsi dopo quattordici anni che non lo faceva; appena inginocchiato si sentì chiedere come mai avesse aspettato quattordici anni. Non solo. Padre Valentin dimostrò di conoscerne nome e cognome, nonché l'abitudine di sgranare il rosario tenuto in tasca, abitudine ignota a tutti fuorchè all'interessato. Potremmo continuare con le meraviglie di questa specie di Padre Pio belga, ma lo spazio è tiranno. Padre Valentin Paquay morì nel suo convento di Hasselt nel 1905 a settantasette anni.