Valentina, scagionata la madre «È morta di broncopolmonite»

L’autopsia esclude fratture. Il pm: chiederò che la donna venga scarcerata

Bepi Castellaneta

da Bari

Non è morta per lesioni interne, non è morta perché cullata con troppa energia, è deceduta per una broncopolmonite emorragica: una malattia che probabilmente è stata a lungo trascurata ed è diventata fatale tre giorni fa, quando la bimba ha cominciato a perdere sangue da bocca e naso.
Questo è quanto emerso dall'autopsia eseguita ieri sera nell'istituto di medicina legale del Policlinico sulla neonata di cinque mesi che ha perso la vita in un casolare fatiscente alla estrema periferia di Bari. La conclusione dei medici imprime una nuova svolta nelle indagini e delinea uno scenario del tutto diverso in questa tragedia che si è consumata al quartiere Ceglie del Campo; per la morte della neonata è stata sottoposta a fermo la madre, una ragazza di diciassette anni in stato di gravidanza da alcune settimane: è accusata di omicidio volontario, secondo gli investigatori le avrebbe scosso la testa mentre la cullava in modo energico. Ma con l'esame autoptico i medici non hanno trovato traccia di un'emorragia cerebrale e neanche i segni di una più diffusa emorragia interna provocata da trauma; inoltre, sul corpo non sono state rilevate né fratture né ecchimosi né graffi, e neppure segni di arrossamento da pannolino; inoltre la bambina, sia pure leggermente sottopeso, era pulita e ben vestita. Il magistrato spiega che l'ipotesi di omicidio volontario è caduta mentre alla madre potrebbe essere contestato il reato di abbandono di minorenne. La ragazza già questa mattina potrebbe essere scarcerata.
Le indagini sono scattate subito dopo la morte della piccola, e la mattina seguente la polizia ha fermato la diciassettenne. che viveva con il compagno e la bambina in un vecchio casolare diroccato. E proprio le condizioni di degrado potrebbero aver pesato sulla tragica fine di quella bambina di cinque mesi. La broncopolmonite non è stata curata in modo adeguato, le sue condizioni si sono aggravate. E alla fine non c'è stato niente da fare.