Valentino e la Ferrari: il matrimonio in marzo

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Valencia

Deve dare una risposta alla Ferrari entro metà febbraio. Mancano poco più di dieci giorni al sì di Valentino. Perché sarà un sì. Questo, alla vigilia, avevano stabilito di comune accordo Rossi e la Rossa. Ad ostacolare il matrimonio c’era solo l’incognita arena di Spagna, Valencia, il test in mezzo agli altri piloti di F1. Ora, quell’incognita non c’è più. Valentino ha ridotto il divario da kaiser Schumi di quasi 4 decimi. Gli sono bastati 400 km, oltre cento giri e sette testacoda per arrivare a 660 millesimi dal tedesco, a un secondo da Massa, il ferrarista più veloce perché munito di F2004 v8. La Rossa laboratorio.
Salvo cambiamenti di programma nella scaletta, ai media e al mondo verrà tutto annunciato entro maggio, perché ai primi di giugno si corre il Gp d’Italia e non sarebbe bello per la Yamaha e il suo sponsor tabaccaio arrivare al Mugello senza sapere che futuro li attende. Anche il Valentino sfuggente di questi giorni, che ha chiesto e ottenuto di non parlare con la stampa, va letto in questo senso. La Yamaha e la Camel gli avevano fatto capire che non sarebbe stato un problema provare e riprovare la Rossa, ma che almeno non li mettesse in imbarazzo tutti i giorni con dichiarazioni roboanti in chiave ferrarista. E il Dottore ha ubbidito. Per cui ha parlato una sola volta, davanti a una telecamera e accanto al responsabile della comunicazione sportiva. Ed è stata una dichiarazione d’amore. Una sola, per non turbare la Yamaha. «E’ stato interessante visto che era la prima volta che giravo assieme a dei piloti veri di F1. A parte il primo giorno e l’esordio un pochino sfortunato sul bagnato, il resto è andato tutto bene. Sulla pista asciutta sono stato veloce, ho imparato molto, ma soprattutto sono contento per l’ambiente trovato in Ferrari. Ci lavora un sacco di gente molto molto capace e brava. L’ambiente è quello giusto (sottinteso, per me), con Michael e Felipe mi sono sentito come a casa. C’è serenità. Questo mi permette di crescere, di capire come si guida una F1, d’imparare a portarla al limite... Insomma, andiamo avanti così. Non ero venuto qui per fare tempi, per dimostrare di essere veloce, per dimostrare niente a nessuno, però questo test mi è servito per capire che il mio affiatamento con la macchina va sempre meglio... devo solo migliorare sul bagnato. Vedremo in futuro che cosa accadrà».
Accadrà che a metà febbraio si decide per il sì, che la Ferrari svolta e inizia a preparare i piani per il 2007, accadrà che la Yamaha si asciuga le lacrime e fa lo stesso «perché è a primavera che si comincia a ragionare sui piloti dell’anno dopo» hanno detto. Succederà che il gran capo della Honda corse, Kanazawa, farà festa grande, «perché noi abbiamo cambiato piloti, abbiamo preso i giovani come Pedrosa perché sappiamo che nel 2007 Rossi non ci sarà più e allora torneremo a lottare per il mondiale». Anche i piloti di moto stanno facendo il conto alla rovescia, «speriamo che Valentino quest’anno si distragga, perché allora il mondiale diventa cosa nostra», azzardano.
Quasi li avesse sentiti, Rossi ribatte: «Adesso torno alle moto (da lunedì in Qatar), che per quest’anno sono la priorità. Io e anche la Ferrari abbiamo due campionati a cui dedicarci e da vincere... Però farò altri test». E la Rossa conferma: «Magari anche prima dell’inizio del mondiale». Non saranno prove per decidere, a quel punto saranno i test di un pilota Ferrari.