Valentino eguaglia Nieto e rilancia: "Ora punto al record di Agostini"

Rossi, dopo la vittoria in Cina, domina anche a Le Mans e fa 90 vittorie in carriera come il mitico spagnolo, coinvolto nel giro d'onore. Il Dottore balza in testa al Mondiale staccando la coppia Pedrosa-Lorenzo

Le Mans - Adesso, anche per le statistiche, solo Giacomo Agostini ha vinto più di Valentino Rossi. «È un momento storico, sono fra i grandi del motociclismo», gongola Valentino, che in una sola gara ha raggiunto tre obiettivi importanti: è tornato a trionfare in due Gp consecutivi come non gli accadeva dal giugno 2006 (Mugello e Barcellona), è tornato in testa al mondiale dopo 14 mesi e ha eguagliato il primato di Angel Nieto di 90 successi iridati. Un momento che Rossi aspettava da tempo e per questo aveva preparato nei minimi dettagli un festeggiamento da ricordare a lungo, uno dei più belli di sempre, perché realizzato insieme a Nieto, salito in moto con il campione nel giro d'onore. Un'immagine da brividi, perché in 30 centimetri di sellino della Yamaha M1 c'erano 20 titoli mondiali (13 Nieto, 7 Rossi), per un totale di 180 vittorie, come ricordava una bandiera sventolata con orgoglio da Valentino, per l'occasione passeggero e non pilota.

«Quando l'anno scorso in Portogallo vinsi l'88° Gp - ricorda Rossi - ero andato da Nieto e gli avevo detto: sono vicino, fra poco ti prendo! Gli proposi di salire con me in moto quando l'avrei raggiunto, ma lui all'inizio era piuttosto restio. Poi si è convinto, ma da allora (settembre 2007, ndr) è passato un sacco di tempo. Fare il giro insieme a lui, tra l'altro sulla stessa pista dove conquistò la sua ultima gara, è stato veramente fantastico. Non è male, 180 vittorie sulla stessa moto: è stato un bel momento».

Non è male no, così come è incredibile la prestazione della Yamaha, capace di conquistare l'intero podio come non succedeva dal Gp di Germania 2001: allora, furono addirittura quattro le Yamaha davanti a tutti. «Nessuno poteva immaginare - continua Rossi - che dopo il terribile 2007, alla quinta gara del 2008 avremmo ottenuto i primi tre posti: bisogna fare i complimenti agli ingegneri giapponesi». Ma bisogna farli soprattutto ai piloti, tutti e tre capaci di imprese straordinarie. Lo è sicuramente quella di Rossi, che in una gara difficile perché in parte condizionata dal tempo (è piovigginato per un paio di giri) ha effettuato tre sorpassi strepitosi e ha rifilato manciate di secondi a tutti gli altri. Ma lo è stata sicuramente anche quella Jorge Lorenzo, capace di conquistare il secondo posto nonostante due caviglie fratturare in Cina e una serie di cadute e sbagli nelle prove da far venire i brividi a qualsiasi essere umano.

«Tanto di cappello a Lorenzo: un pilota normale, dopo tutto quello che gli è successo, sarebbe stato più prudente, invece lui ha spinto come se nulla fosse» è il riconoscimento di Valentino, consapevole di avere nel box a fianco un talento straordinario. Nel 2007, quando vinceva a ripetizione nella 250, Lorenzo sembrava grandissimo, ma un po' fragile psicologicamente, mentre adesso ha proprio nell'approccio mentale uno dei suoi punti di forza. «Non si può parlare di miracolo, perché i miracoli non esistono, ho solo preso coraggio», filosofeggia lo spagnolo, arrivando ad effettuare il sorpasso decisivo ai danni di Pedrosa proprio nel punto dove sabato era finito nella sabbia a 260 km/h. Insomma, per Rossi non sarà così facile vincere a ripetizione come faceva in passato, ma il Valentino visto a Le Mans è capace di qualsiasi impresa. Anche provare a battere i primati di un certo Giacomo Agostini, 15 titoli e 122 vittorie iridate.

«Certo che mi piacerebbe raggiungere Ago, anche se 32 vittorie di differenza sono tante. Ma non è impossibile... Sicuramente, però, si può arrivare a 68 nella classe regina, perché me ne mancano solo 4, ma ho paura che non la prenderà bene».