Valentino, il Fenomeno che "corre" con due moto

MotoGp: in Australia domina Stoner, Lorenzo 2°, Rossi 3°. Da quando è ufficiale l’arrivo del Dottore, la Ducati ha ripreso a
volare. E ora la Yamaha gli ha dato l’ok per testare il bolide italiano a
Valencia

Le moto di Valentino sono due gran pezzi di moto. La Ducati magistralmente domata e accarezzata da Casey Stoner che vince, meglio dire domina, e la Yamaha talentuosamente ereditata da Jorge Lorenzo che arriva seconda. Molto seconda. Terzo il Vale. Due gran pezzi di moto, si diceva, la Ducati e la Yamaha, che sarebbero stati più vicini se non ci fossero state di mezzo l’Australia, Philip Island e la pista più amata dal buon Casey. Per lui quarto centro di fila sull’isola nel mare di Melbourne e terza vittoria nelle ultime quattro gare.
Una benaugurante iradiddio motoristica la coppia formata dal canguro e la Rossa, perché - e qui veniamo alle due moto di Valentino - proprio la Rossa sarà presto del Dottore e ancor più presto il Dottore la proverà. La Yamaha, nella persona del suo gran capo in pista, Masao Furusawa, ha infatti detto sì. Vale, finito il mondiale, a motori ancora caldi in quel di Valencia, ultimo Gp, potrà salire sulla Ducati. E Valentino ringrazia: «Mi sembra un bel gesto, si vede che hanno dato valore a quello che ho fatto in questi anni... Quando torneremo in Italia andrò a fare una visita e spero che tutto vada bene perché voglio correre le ultime due gare e fare i test con la Ducati, che sono molto importanti per lo sviluppo. Il mio obiettivo è quello di partecipare a quei test e poi di operarmi».
Tutto bello per la moto che verrà e tutto meno bello per quella che il Vale presto lascerà. Perché neanche ’sti bolidi avessero un’anima, la Rossa, da quando ha saputo che sarà di Rossi, ha preso a volare che quasi quasi viene il dubbio che Stoner fosse con la testa in vacanza (con lui cosa sempre possibile); oppure, viene il sospetto che a Borgo Panigale, solo all’idea del Valentino in arrivo, ci si stia spremendo al trecento per cento per scodellargli una moto che più bella e veloce non si può. Discorso decisamente diverso in casa Yamaha. L’altra moto del Vale, dal Gp di Repubblica Ceca dello scorso 15 agosto, non vince più con Lorenzo. L’ultimo trionfo è però recente, otto giorni fa in Malesia, ma firmato Rossi. Un Rossi vincente e comunque ammaccato, un Rossi operato, con la gamba rimessa a posto, con la spalla da risistemare. Per cui c’è da chiedersi: e se Valentino avesse corso tutti i Gp sano come un pesce che cosa sarebbe successo? Forse avremmo assistito a vittorie alternate come a inizio stagione, primo Vale in Qatar, primo Jorge in Spagna e Francia, splendida sfida poi bruscamente interrotta dalla caduta del Mugello. O magari, prese le misure, l’esperienza del Dottore avrebbe fatto la differenza. A giudicare dal finale di campionato vien da pensare che sì, sarebbe andata a finire così. Anche se, va detto, Jorge fuoriclasse lo è per davvero e certamente il mondiale sempre più vicino e il coccolone preso con la rimonta di Pedrosa (poi interrotta dal brutto incidente di Daniel) potrebbero averlo indotto a più miti consigli.
Ritornando all’altra moto di Rossi, la Ducati di ieri festeggia per il trionfo di Stoner, forse si rammarica un poco per il podio sfumato all’ultimo nel duello perso da Hayden contro Valentino, però torna dall’Australia con la certezza di avere una coppia di piloti per il 2011 (Rossi e Nicky corsero insieme anche ai tempi della Honda ufficiale) che sa lottare e sa chi è il numero uno e chi il secondo. Hayden è infatti un ex campione del mondo diventato campione grazie a un Vale incorso in un anno bizzarro; soprattutto è un ragazzone intelligente conscio di essere forte ma non forte tanto quanto il Fenomeno che gli starà accanto dalla prossima stagione. A Philip Island, nel dubbio, ha provato a testare la situazione e ha capito. Nulla è cambiato rispetto all’ultima volta che gli ha fatto da compagno. Rossi è sempre Rossi, anche a trent’anni suonati. E a Borgo Pangiale festeggiano due volte.