Valentino: "La Ferrari? Ho dei rimpianti"

Rossi, uomo copertina su <em>First</em>, si racconta: &quot;Il mio ritorno in Italia è una scelta controcorrente: per stare qui il prezzo da pagare è alto, ma mi sono tolto un peso&quot;. E sul futuro: &quot;A fine stagione non cambio moto, piuttosto cambio sport&quot;

Milano - "Spero di fare qualche anno in moto e poi vorrei dedicare qualche stagione all'altra mia passione, che sono le auto. Forse il rally, forse qualcos'altro. Ma non sono ancora pronto a smettere di correre". Valentino Rossi, fotografato per la prima volta sulla sua barca, il pershing "Titilla", racconta tra il serio e il faceto a Emanuele Farneti, direttore del mensile Panorama First in edicola venerdì 23 maggio, i suoi progetti futuri: "Alla fine di questa stagione non ho intenzione di cambiare moto. Se proprio devo, cambio sport". Un'eventualità, questa, che non sembra poi così remota.

In un Mondiale mai così combattuto e di fronte ai rivali più forti di sempre, Vale Rossi, leader della classifica di Moto Gp, (la cui prossima tappa è al Mugello) risponde a quanti pensano sia arrivato per lui il momento di "fare spazio": "Sicuramente i miei avversari quest'anno sono molto giovani e molto veloci. Di certo non posso avere più lo strapotere che ho avuto per qualche anno. Però penso che, se sto concentrato, e mi impegno, loro non sono più veloci di me. Non ancora. Naturalmente non sono più i tempi in cui posso vincere 10 gare l'anno. Però per il campionato posso esserci anch'io". E ancora: "Io corro e ho sempre corso solo per vincere. Quindi, quando capirò che non ho più il potenziale per farlo, potrò scegliere di fare qualcos'altro. Ho vinto 7 mondiali e non ho bisogno di dimostrare niente a nessuno".

Rossi poi racconta di quando, nel 2004, fu sul punto di abbandonare le due ruote per passare in Formula 1, alla Ferrari: "È stata una scelta difficile. Molto. Pentito non è la parola giusta, però ho un po' di rimpianti perché mi resta la curiosità di sapere cosa avrei combinato". "Ero andato forte nei test, e poi è sempre stato un mio sogno correre con la Ferrari. Ma in quel momento non ero pronto per il salto, e quindi sono rimasto in moto", spiega il campione. "Guidare la F1 è il piacere di guida estremo, non è più una macchina, è quasi un aeroplano, ti dà grandi motivazioni. Però per un motociclista è una sensazione un po' strana perché infili le gambe in un buco nero". Dalle pagine di First, il fuoriclasse della Yamaha, torna a parlare della vicenda legata ai suoi problemi con il Fisco italiano, conclusasi con il "ritorno" nella sua Tavullia e l'impegno a versare all'Agenzia delle Entrate 35 milioni di euro in dodici rate: "Ho fatto una scelta molto controcorrente. Purtroppo l'Italia non attira più, lo sappiamo bene. Il prezzo da pagare per stare qui è molto alto. Però dopo tanti anni vissuti soprattutto all'estero avevo voglia, a trent'anni, di tornare a casa mia, dove sono cresciuto e dove ho le mie radici. Così sono rientrato e ho pagato. Salato. Però - prosegue Rossi - è stato come togliermi un peso, perché io volevo fare questa scelta qualche anno fa, e invece mi hanno consigliato di non farla, sbagliando. La vicenda di quest'estate è stata un po' come darmi ragione, con due anni di ritardo. Così ho preso la palla al balzo, perché non ero più felice della mia vita. Adesso ho potuto ricominciare un po' da capo".

È un Valentino Rossi dalla ritrovata serenità quello che si racconta al mensile: "Finalmente mi posso godere le mie cose. Nella vita sono stato molto fortunato, però tutto quello che ho me lo sono guadagnato facendomi il culo, non mi ha regalato niente nessuno".