Valentino, la gara della vita Stoner scopre chi è il Dottore

A Laguna Seca Yamaha inferiore alla Ducati, ma Vale dà un lezione al campione del mondo che alla fine sbaglia. E Casey accusa: "Sorpassi sleali e pericolosi". Vale: "Non si lamenti, corro da tanto, so come si fa"

Laguna Seca (Usa) - La Ducati che vince ha la faccia da fumetto di Casey Stoner, 22enne campione del mondo, il primo pilota dell'era Rossi a mettere veramente in difficoltà Valentino. La Ducati che perde ha la faccia incupita e spaesata di Marco Melandri, 25enne che soltanto un anno fa veniva annunciato, proprio qui a Laguna Seca, come «il miglior colpo di mercato per il 2008». Difficile capirci qualcosa di fronte a questa rossa dottor Jekyll e Mr Hyde. «Come sempre - abbozza il direttore sportivo Livio Suppo - la verità sta nel mezzo: la Ducati non è così fenomenale come appare dalle prestazioni di Casey, ma non è nemmeno così scarsa come sembrerebbe dai risultati di Marco». Di certo c'è che la GP8 è difficile da guidare, più delle altre, nonostante un'elettronica sopraffina che nel caso di Stoner rappresenta un aiuto fondamentale, nel caso di Melandri una penalizzazione pazzesca. «Ti devi fidare a spalancare il gas» confida il pilota italiano scuotendo la testa, incapace di domare una moto che nelle sue mani sembra un gattino impaurito, tanto va piano, in quelle del compagno di squadra una belva scatenata, tanto va forte. Eppure Marco, non dimentichiamolo, è pur sempre un pilota che ha vinto un mondiale 250 (2002), conquistato cinque vittorie in MotoGP (solo una in meno del «fenomeno» Pedrosa), e nel 2005 è arrivato secondo nel mondiale, battuto unicamente da Rossi. «Melandri ha talento, ma non sembra impegnarsi più di tanto», liquida il discorso alla sua maniera Stoner, senza troppi giri di parole, senza paura di inimicarsi l'ormai ex compagno di squadra. Il contratto firmato per il 2009 è già stato risolto consensualmente e quella di Laguna Seca, dove peraltro Melandri ha fatto vedere progressi interessanti rispetto ai disastrosi GP precedenti, potrebbe essere la sua ultima gara in sella alla rossa a due ruote. «La mia intenzione - ripete il pilota triste, senza convinzione - è di finire la stagione con la Ducati, perché non sono mai scappato di fronte ai problemi. Se poi loro decideranno diversamente, ne prenderò atto». In F1, Melandri sarebbe già stato licenziato per «scarso rendimento», ma nelle moto si cerca sempre un accordo. Ma le buone prestazioni di Sylvain Guintoli, pilota solo discreto del team satellite Ducati, e gli ottimi tempi sul giro in prove private di Sete Gibernau - nonostante non salisse su una moto da 18 mesi - e della giovane promessa Nicolò Canepa, confermano che la GP8 non è poi così male. Anche se non è fenomenale come lo è con Stoner alla guida. «Nelle moto è ancora il pilota a fare la differenza e in questo momento Casey è il più forte di tutti, anche di Valentino» dice convinto Suppo. Un fenomeno insomma, in grado di schiacciare qualsiasi compagno di squadra. L'anno prossimo, al suo fianco ci sarà quasi certamente Nicky Hayden, campione del mondo 2006.