Valentino: «L’Italia non ha più giovani piloti»

MilanoValentino Rossi dice: «La spalla va meglio benché mi faccia ancora male, dovrò prendere qualche antidolorifico però comincio ad avere più forza. Anche rispetto a due settimane fa, in Portogallo». Valentino ammette: «Non sono al cento per cento (per cui è al 90%, ndr) e spero di stare meglio per Barcellona, ai primi di giugno. Ma già a Le Mans dovrei essere quasi a posto». Valentino aggiunge: «Diciamo che al momento manco un po’ io fisicamente e manca un po’ la moto visto che ci sono ancora due o tre cose da sistemare». Valentino spiega: «In Portogallo abbiamo provato un telaio diverso davanti che si è comportato abbastanza bene; ora ci dedicheremo al posteriore e venerdì in Francia vedremo se siamo riusciti ad avvicinarci a quelli davanti. Le Mans è tra l’altro un circuito di grandi staccate e noi in frenata siamo abbastanza stabili... potrebbe essere una buona pista».
Il nove volte campione del mondo è nel cuore di Milano e parla a margine di un evento Enel, sponsor Ducati. Lo stuzzicano su Stoner, altri bisticci durante gli ultimi test, gli fanno notare. Risponde: «Ah, niente, Stoner mi ha un po’ ostacolato, continua sulla sua linea, è una cosa voluta la sua, ma non è un grosso problema per me, in fondo è anche divertente». E c’è chi infierisce costringendolo a esporsi sull’indigesto totomondiale: «Chi fra Pedrosa e Lorenzo vedo messo meglio?» Non si scompone: «Quest’anno la Honda va molto forte...»; poi pensa bene di levarsi dall’impiccio e opta per un pilatesco «diciamo cinquanta e cinquanta...»; poi si scopre cerchiobottista e allarga il pronostico a Stoner.
All’appello mancano dunque solo i piloti italiani. Perché il Dottore, causa la spalla acciaccata, non ha potuto battere il tempo della rinascita ducatista come avrebbe fatto se completamente sano; e perché gli altri azzurri in grado di far male, per cui Simoncelli, per cui Dovizioso, guarda caso entrambi su Honda spaziale, hanno fin qui illuso e pasticciato. Valentino sottolinea: «Per l’Italia non è un momento bello, siamo tutti un po’ in difficoltà, però il potenziale per far bene c’è... Simoncelli e Dovizioso vanno forte, noi dobbiamo mettere a posto certe cose ma speriamo di tornare presto». Valentino ammette: «L’adattamento alla moto è stato piuttosto difficile perché la Ducati si guida in modo molto differente, richiede un approccio lungo, so di non guidarla ancora come si dovrebbe...». Valentino tecnico: «Lunedì dopo il Gp del Portogallo abbiamo tolto un secondo al nostro tempo grazie al nuovo telaio. Problema: l’hanno fatto anche gli altri. Diciamo che a Le Mans spero di ridurre il distacco sul giro a meno di mezzo secondo. È un primo passo e c’è tanto da lavorare. Adesso il nuovo telaio mi permette di lavorare meglio sulla moto per metterla a punto come voglio... prima non potevo».
Valentino cambia argomento: «La nuova F1 dove si sorpassa più che in MotoGp? Mi piace un sacco, è spettacolare, mi diverte guardare le gare e tutti quei sorpassi, alla fine è questo quello che la gente vuole, credo abbiano fatto un buon lavoro». E conclude tornando alle moto. Lo fa con un’espressione triste in viso. Non per se stesso. Per noi. Per i tifosi, per i suoi eredi:_«Nelle moto manca il ricambio generazionale. Per l’Italia è preoccupante che non ci siano piloti giovani... E pensare che una volta eravamo in tanti».