Valentino, sale il fatturato

da Milano

Nessun colpo di scena all’assemblea degli azionisti di Valentino Fashion Group che ha approvato a maggioranza il nuovo cda. Sostanzialmente si è avuta la conferma ai vertici della società (con l’integrazione di tre nuovi componenti e l’uscita di Paolo Scaroni) degli stessi manager che hanno gestito la scissione da Marzotto (a cui fa capo il tessile) e la quotazione in Borsa. L’assemblea si è svolta senza la replica dello «scontro» tra i due rami della famiglia Marzotto-Donà dalle Rose che era emerso in estate per il controllo di Zignago, passato a Marco Donà dalle Rose e ai fratelli Gaetano, Stefano, Nicolò e Luca Marzotto. Il nuovo cda sale così da sette a nove membri e risulta composto da: Antonio Favrin (presidente), Andrea Donà dalle Rose, Roger Abravanel, Sergio Erede, Sergio Meacci, Amato Luigi Molinari, Dario Segre, Roberto Notarbartolo di Villarosa ed Enrico Valdani. Dal consiglio è uscito quindi l’attuale numero uno dell’Eni, Scaroni, mentre sono entrati l’avvocato Erede, Meacci (Databank) e Abravanel (McKinsey). Come nel precedente board, non compare alcun cognome Marzotto, anche se di fatto Andrea Donà dalle Rose è figlio di Itala Marzotto. Tra i maggiori cambiamenti nell’azionariato emersi, da segnalare l’ingresso di Deutsche Bank con una quota del 3,84% e l’incremento della Gencor, la finanziaria di Umberto Marzotto e del figlio Matteo, che è salita al 10,73% dal 7,542 per cento. Il gruppo prevede di chiudere l’esercizio con una crescita del fatturato tra il 10 e il 12%.