Valenza Po Assalto al deposito di Paperone: rapinati all’orafo 500 chili d’oro

AlessandriaCinquecento chili d'oro, per un valore di 10 milioni di euro. È questo il bottino da capogiro sul quale hanno messo le mani quattro rapinatori che all'alba di ieri hanno assaltato una banca di metalli di Valenza Po. Con mosse alla Arsène Lupin, la novella «banda Bassotti» ha messo in atto un piano organizzato fin nei minimi particolari, per non lasciare nulla al caso. Anche un piccolo sbaglio o un leggero rumore avrebbe potuto innescare un allarme, oppure allertare la sorveglianza esterna che periodicamente passa davanti all'edificio controllandone l'integrità. La banda - che sicuramente poteva contare almeno su un basista - evidentemente ha studiato per mesi la piantina dell'edificio, per trovare un punto debole attraverso il quale penetrare all'interno in modo rapido e silenzioso, senza dare nell'occhio, nonché una possibile via di fuga. I banditi hanno registrato meticolosamente tempi di entrata e di apertura della banca, abitudini dei lavoratori e quindi identificato la pedina che poteva fare al caso loro: la persona che per prima - e sola - entrava nello stabile super blindato per disattivare gli allarmi e mettere in moto l'attività lavorativa. Infatti, con un tempismo perfetto - orologi sincronizzati e mosse studiate fino allo spasimo - i quattro sono entrati in azione appena un secondo dopo che il responsabile del laboratorio - Piergiuseppe Ponzano di 38 anni, amministratore della Luigi Coppo - aveva disinnescato l'allarme e aperto la pesante porta del caveau. Gesti che l'uomo compie tutte le mattina alle 5 in punto, per permettere ai trenta dipendenti della banca di metalli di iniziare il loro lavoro. Incappucciati, vestiti con abiti aderenti e scuri, i rapinatori si sono mossi con calma e in perfetta sintonia, utilizzando i guanti per non lasciare impronte e parlando il minimo indispensabile, per non farsi tradire da un accento inopportuno. Poi con un lavoro certosino hanno preso tutti i lingotti d'oro, i semilavorati e i residui di lavorazione ed infilati in alcuni sacchi di juta. Infine se ne sono andati dalla stessa finestra del retro dalla quale erano entrati. Un lavoro pulito, rapido e senza vittime: Ponzano legato alla sedia ed imbavagliato, è stato liberato quattro ore dopo dalla sorveglianza esterna.