Valeria Golino attonita maestra nella triste provincia piemontese

Subito le carte in tavola: ci sono sconsigli e sconsigli. Per fare un paragone calcistico Passo a due, da un’idea di Maurizio Costanzo, è da cartellino rosso; questo Texas dell’esordiente, ma già affermato autore teatrale, genovese Fausto Paradivino non merita nemmeno il giallo, al massimo un’ammonizione verbale. Per esempio a ridurre il numero dei rutti. È vero che la birra provoca qualche turbolenza interna, ma non è strettamente necessario farne un asse portante della (bella) colonna sonora. Siamo in un imprecisato paesotto del Piemonte (i titoli di coda citano Ovada e Belforte Monferrato) dove non c’è neppure un cinema e i cellulari non prendono. Cinzia (Iris Fusetti) abita in cascina e fa la commessa al Bennet in attesa della promozione a contabile. Da due anni flirta con Gianluca (Riccardo Scamarcio), poco in sintonia con papà Aldo (Teco Celio), rozzo ma generoso al punto da assumere in officina Davide (Carlo Orlando), in cerca di lavoro dopo che i suoi hanno dovuto chiudere il negozietto di alimentari, soffocato dai super. È l’unica, la ragazza, a non accorgersi che il fidanzato fa l’amore di nascosto con l’insoddisfatta maestrina quarantenne Maria (Valeria Golino), sposata al taciturno coetaneo, figlio di partigiani, Alessandro (Valerio Binasco).
Una storia come tante, divisa in tre tappe fra novembre, Natale e febbraio. Bisogna riconoscere che il ventinovenne regista, e sceneggiatore con la Fusetti e Orlando, sa mettere bene a fuoco sogni e frustrazioni della grigia provincia, ma l’avvio è faticoso, il tono a volte troppo intellettuale e qualche figurina di contorno stonata. Un plauso ai protagonisti, tutti provenienti dal palcoscenico. Tutti tranne l’attonita Valeria Golino, che pure prima di ritirarsi dovrà pure decidersi a cambiare espressione.

TEXAS (Italia, 2005) di Fausto Paravidino con Riccardo Scamarcio, Iris Fusetti, Valeria Golino. 98 minuti