Valeriana al marito per tradirlo: indagata per violenza

Gli incontri col cuoco nel retro del locale gestito dalla coppia. Scoperta dal consorte lei ha accusato l’amante di violenza

Michele Perla

da Bollate (Milano)

Nella boccaccesca relazione fra la padrona del bar-ristorante ed il cuoco, qualche bevanda a base di afrodisiaco avrebbe fatto la sua figura. Invece a rubare la scena è stata la camomilla, quella che la procace signora somministrava al marito insieme a qualche goccia di Valeriana, per favorirne il sonno e potersi abbandonare fra le braccia del focoso amante, senza correre rischi. Ma Bollate, cittadina alle porte di Milano è piccola, e non sempre i segreti riescono a rimanere tali. Così, quando il marito della fedifraga è venuto a conoscenza del tradimento consumato prevalentemente nel retrobottega del locale, scenate e ceffoni a parte, ha imposto alla moglie una strategia da seguire per non perdere la faccia in paese.
Una strategia semplice, basata sulla menzogna, che inizialmente aveva convinto anche il buon maresciallo dei carabinieri, a credere alla trentenne che lamentava di essere stata più volte violentata dal cuoco, al quale con tanto buon cuore aveva dato lavoro. Quest’ultimo però, interrogato, ha fornito una versione dei fatti completamente opposta, supportandola con prove inoppugnabili: cassette audio registrate, dove la «padrona» dava il meglio di sé quanto a gemiti e richieste irripetibili. Alla fine il cuoco è stato scagionato dalle accuse, mentre la signora dovrà rispondere di violenza privata del marito e simulazione di reato per aver cercato di ribaltare la situazione. La relazione extraconiugale era cominciata circa un anno fa, quando nel bar che i coniugi gestivano in un comune poco distante da Bollate, venne assunto un intrigante cuoco egiziano. Poco tempo dopo la signora se ne invaghì al punto tale da lanciarsi fra le sue braccia. Il retrobottega usato come alcova a tarda sera, e la camomilla allo stanco marito per favorirne il sonno.
Fino a quando, una sera, fingendo di bere la consueta tisana «truccata», il marito rimase sveglio per poter controllare i passatempi notturni della consorte. Non gli ci volle molto: colse in flagranza i due amanti impossibilitati a negare di fronte all’evidenza. Poi il licenziamento del cuoco e la messa in scena della violenza subita dalla signora. Infine i guai per quest’ultima.
Da quando la storia è divenuta di dominio pubblico sono passate alcune settimane. Il bar è stato messo in vendita e fra marito e moglie si sono frapposti gli avvocati per una causa di separazione. Del cuoco egiziano, così ricercato per le sue qualità e non solo ai fornelli, invece non s’è saputo più nulla.