In valigia smoking, caviale e tanta vodka

Il Martini? È agitato, non mescolato (ma non «semi dry» come si afferma nel doppiaggio italiano). Lo champagne? Dom Perignon del ’53, due bottiglie: una glacette accanto al letto e l’altra in frigorifero, nel caso la prima superi i 4 gradi centigradi. Se l’annata ’53 è esaurita, potrete sempre ripiegare su quella del 1955 - imprescindibile comunque il caviale Beluga. Se qualcuno vi offre ostriche all’andalusa, costine in salsa e torta a sorpresa senza una bottiglia di Mouton Rothschild del ’55 eliminatelo: è un agente dello Spectre, notoriamente ignoranti in materia di vini. Se vi offrono un Dom Perignon del ’64 accettatelo, ma precisate che preferite quello del ’62.
In caso di pranzo a base di funghi porcini, non dimenticate il vino rosso: Mouton del ’34. Ricordatevi che 007 detesta il te, anche se Drax (Michael Lonsdale) in Moonraker Operazione spazio sostiene che sia l’unico contributo che l’Inghilterra abbia dato al mondo occidentale: uno che offre sandwich al cetriolo non può che essere spedito a vagare nelle profondità dello spazio.
Se andate in vacanza in Grecia, ordinate gamberoni di Preveda, insalata Savara e butani. Innaffiate il tutto con un aspro Theotaki - il Robola bianco di Cefalonia è buono, ma troppo profumato. Ovunque andiate, in valigia mettete sempre, oltre allo smoking e alla Walter PPK calibro 7.65, caviale Beluga, uova di quaglia, vodka Absolut (o Stolichnaya; alla peggio Smirnoff) e foie gras di Strasburgo. In macchina (Aston Martin DB5, se siete dei nostalgici) indispensabile un minifrigorifero portabottiglie per il fondamentale Champagne Bollinger Grande Armée, annata ’88.