Valigia sospetta: c’era rame rubato

Stefano Vladovich

Uno zaino sospetto, una valigia abbandonata davanti gli sportelli dell’Asl RmD di Ostia e scatta l’allarme attentato. Un’ora e mezza di terrore quella vissuta ieri mattina da un centinaio di mutuati in coda dalle 7,30 nel poliambulatorio di via Paolini. Grande tensione almeno fino all’arrivo del proprietario della borsa, un giovane polacco arrestato dagli agenti del XIII commissariato. Si, perché quello che all’apparenza sembrava fosse un ordigno, in realtà conteneva 30 chili di rame rubato e pronte per essere ceduto al ricettatore di turno. Accade tutto in pochi minuti quando alcuni pazienti assiepati di fronte al Cup, il Centro unico di prenotazione per le visite specialistiche, notano il borsone incustodito in mezzo all’atrio. Secondo il vigilante dell’Italpol saranno state le 8,35 quando parte la prima telefonata al 113: «Correte alla Asl, qualcuno ha piazzato una bomba». L’operatore della Questura chiede di sgomberare il piano terra e di allontanare la gente. «In attesa degli agenti di polizia evitate il panico» raccomanda. Le volanti si precipitano e i poliziotti allertano gli artificieri. Le ricerche del proprietario, nel frattempo, continuano per tutta la struttura. «Abbiamo delimitato la zona con nastri - spiega Giuliano Carfagnini, la guardia giurata che per prima ha fronteggiato l’emergenza -, in attesa degli esperti in esplosivi. Improvvisamente, mentre ci prepariamo a evacuare lo stabile, un uomo spunta e, con noncuranza, afferra lo zaino cercando di uscire». Interrogato, fa finta di niente: «Dove sono stato finora? Non ricordo». L’ordine è di aprire la borsa. Dentro, anziché detonatore, cavi e tritolo, matasse di rame. Per l’uomo scattano le manette.