Della Valle al 19% di Saks: supera Slim ed è il primo socio

L’ultima trimestrale prima della scissione di Fiat Group (in verità, ad archiviare l’era pre spin-off sarà il consiglio di amministrazione che, nei primi mesi del 2011, dovrà approvare i dati dell’ultimo trimestre 2010) viene definita «eccellente» dall’amministratore delegato Sergio Marchionne. «Dovremmo avere un’abbondanza di dati come questi - ha subito commentato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - per capire che stiamo uscendo dalla crisi». A dare forza ai conti e a portare Marchionne a ritoccare verso l’alto gli obiettivi di fine anno sono stati i risultati di tutti i settori (Cnh, Iveco e Marelli in particolare), che hanno compensato la caduta dell’Auto (eccetto Ferrari e Maserati), vittima del dopo-incentivi («la domanda è stata spostata - ha spiegato Marchionne -; nuovi bonus? non voglio niente»). Per fortuna che il settore continua a poggiare saldamente sul Brasile. Il Paese sudamericano compensa le perdite non solo di di Fiat Group Automobiles, ma anche del mercato europeo. «Come del resto fa la Cina per alcuni costruttori - ha aggiunto il top manager -: se ci fossero problemi in quel Paese sarebbero guai seri». Fiat Group ha chiuso il terzo trimestre con un utile della gestione ordinaria di 586 milioni, quasi raddoppiato, e con un utile netto di 190 milioni di euro.
Rivisti al rialzo gli obiettivi 2010: utile della gestione ordinaria ad almeno 2 miliardi e indebitamento industriale netto sotto i 4 miliardi. Tornando ai tre mesi, il gruppo ha totalizzato ricavi per 13,5 miliardi (+11,9%). L’incremento più significativo (a 3 miliardi, in aumento del 31,9%) è arrivato da Cnh. L’indebitamento netto industriale, nel trimestre, è rimasto sostanzialmente stabile a 4 miliardi (3,7 miliardi al 30 giugno) a causa dello stagionale assorbimento di cassa in buona parte compensato dalla positiva performance operativa. Sempre forte la liquidità, a 12,9 miliardi (a fine giugno in cassaforte c’erano 13,5 miliardi di euro), dopo il rimborso anticipato di un prestito obbligazionario di Cnh pari a 500 milioni. Nel dettaglio, Fiat Group Automobiles ha realizzato un fatturato di 6,6 miliardi, in linea con il terzo trimestre 2009, ma un utile operativo (130 milioni) inferiore di 25 milioni rispetto allo scorso anno. I ricavi di Cnh (macchine agricole e movimento terra) sono schizzati grazie alla crescita in Nord e Sud America, e nel resto del mondo, a cui si è aggiunta una stabilizzazione delle condizioni di mercato in Europa (la domanda di macchine per le costruzioni ha registrato un consistente recupero ovunque). Per i veicoli industriali (Iveco) l’aumento del giro d’affari è stato del 15,3% a 2 miliardi, con una domanda salita in tutti i mercati e segmenti, ma rimasta al di sotto dei livelli pre-crisi. Importante, poi, il balzo significativo dei ricavi (3,2 miliardi, +22,8%) della divisione componenti grazie all’aumento della domanda da parte sia del gruppo Fiat, sia di clienti terzi. Dati e prospettive del Lingotto, nonostante le previsioni di un inizio 2011 difficile per il settore auto, hanno trovato la Borsa calda: il titolo Fiat è salito del 4,4% a 12,24 euro. In scia la cassaforte Exor: +3,44% a 18,05 euro.
PBon