Della Valle alza le braccia «Errore fermare il calcio»

Botte anche in tribuna d’onore a fine incontro. Un dirigente torinese colpisce un diplomatico

da Roma

L’accordo è ancora lontano, ma almeno c’è il dialogo. Niente strappi né rivoluzioni sotto l’abile regia di Franco Carraro. La questione dei diritti tv fa tappa nei saloni del Coni, dove si sta concludendo la tre giorni sul futuro del calcio italiano, con la presenza di tutti (o quasi) i protagonisti della querelle. Che tornano a parlarsi dopo il gelo e le polemiche delle ultime settimane. E lo fanno nella storica sala delle Fiaccole del Foro Italico: un vertice durato circa un’ora tra i “ribelli” Della Valle e Zamparini, il presidente della Lega Galliani, il consigliere federale Giraudo e quello di Lega Lotito, supervisore il numero uno della Figc Carraro. «Non è stato inutile saltare la colazione», il compiaciuto commento di quest’ultimo.
Infatti la volontà delle parti è di non creare ulteriori fratture. In questo senso, importante il passo indietro del “capo” dei ribelli, il patron della Fiorentina Della Valle, che decide di deporre le armi. «Fermare il calcio sarebbe una sconfitta», dice il numero uno viola, che cancella la presa di posizione, nemmeno tanto convinta, del collega della Sampdoria Garrone che minacciava di mandare in campo gli allievi con le tre grandi. E aggiunge: «Finora si è parlato molto e si è fatto poco, è il momento di fermare le bocce e fare un ragionamento che guardi alla solidarietà». In merito ai recenti accordi con Mediaset di Inter e Livorno (ex partner di Della Valle nel consorzio Italia) dice che «ognuno segue il tipo di coerenza che crede». E infine che «se c’è voglia di chiudere andando ad accontentare le società piccole, è grave. Serve il buon esempio e non i soliti due-tre che prendono quello che vogliono e danno le briciole agli altri».
Insomma, riaperto il dialogo la strada sembra tracciata. «Entro quindici giorni troveremo la quadratura», sottolinea Zamparini, facendo capire che l’assemblea di Lega di domani sarà solo un passaggio intermedio ma propedeutico. «Ottimismo? È una parola grossa. Per ora parlerei solo di prove di accordo, c’è comunque la buona volontà di non spaccare tutto», è l’opinione di Adriano Galliani. L’intervento di Carraro traccia la linea guida per uscire dalla crisi tra grandi e piccoli club. «Le riforme si possono fare con gradualità, la rivoluzione no – evidenzia il presidente della Figc -. Bisogna essere realistici e prendere atto che la situazione fino al 2009 non è vergine. Ci sono dati di fatto, ma non si devono creare sperequazioni eccessive nella serie A».
Come dire, indietro non si torna, i contratti con Mediaset già stipulati da Juve (che ieri ha raggiunto l’accordo con la Rai per l’archivio mediatico), Inter e Livorno sono intoccabili (la Roma ha invece smentito qualsiasi trattativa in corso). Nasce dunque l’ipotesi di un’azione in due tempi: «Rispettare gli accordi in essere fino al 2009 e garantire a tutti una programmazione in un clima di serenità; poi progettare il futuro». Si cercherà quindi una diversa mutualità tramite lo stadio virtuale, inteso come incassi tv, con aumento progressivo delle percentuali spettanti alle squadre ospiti (attualmente è il 18 per cento) da qui al 2009. Inoltre si proverà a garantire un contratto ai club in scadenza. Saranno i punti di partenza per arrivare all’accordo. Intanto, sono state varate le nuove norme per i ripescaggi. Tre i parametri previsti: il risultato sportivo della stagione peserà per il 50 per cento, tradizione della società e numero di spettatori per il 25.