Della Valle insegue la legge su misura

«Provate a trovare un accordo prima del 9 aprile». Franco Carraro, presidente della federcalcio, è un tipo concreto, capace di andare al sodo. Dietro quel caldo suggerimento, condito da una data che vuol segnalare la prossima scadenza elettorale, ha fatto occhieggiare la minaccia che si nasconde dietro: l’intervento del prossimo Parlamento e della politica per regolamentare la discussa materia. In ossequio all’invito, i due esponenti del fronte del no, Giraudo (Juventus) e Galliani (Lega e vice del Milan), hanno incontrato a colazione Maurizio Zamparini, esponente del sì, e capofila della cordata che vorrebbe sfilare alle tre grandi qualcosa come 100 milioni di euro. Toni decisi, conversazione franca e appuntamento a lunedì mattina, a Milano, negli uffici della Lega per riaprire il negoziato dai margini strettissimi. Quasi impraticabili. E per i motivi di sempre. Juve, Inter e Milan sono già in rosso e in ritardo rispetto alla concorrenza straniera, non possono fare altri sacrifici economici per far crescere Fiorentina, Samp e Palermo che hanno patron milionari. Perciò alla fine dei lavori e della colazione, Zamparini ha rinfoderato le armi spuntate della serrata («non faremo mai la serrata, il calcio è dei tifosi») e anticipato anche le conclusioni della prossima assemblea: «Non troveremo l’accordo».
All’incontro a tre celebrato in un albergo dalle parti della stazione centrale di Milano, è seguito il puntuale colloquio telefonico tra Galliani e Della Valle, l’ennesimo. E qui sono emersi dettagli inquietanti sulle intenzioni del patron viola. Secondo alcuni esponenti della finanza milanese a lui vicini e un paio di consiglieri federali, è proprio Della Valle a non impegnarsi nell’intesa in modo da presentarsi, dopo il 9 aprile, all’incasso presso il centrosinistra di cui è diventato una specie di paladino attaccando duramente Silvio Berlusconi. Dietro i giochini di queste ore, c’è un’altra notizia che ha spiazzato Zamparini e i suoi sul tema dei diritti tv. Adriano Galliani ha informato ufficialmente il governo del calcio che il consorzio Calcio Italia, il gruppo formato dai dellavalliani, ha chiesto e ottenuto dall’anti-trust di poter trattare i diritti in modo collettivi. Perciò Fiorentina, Samp, Palermo, Lecce e Livorno, attualmente senza contratto per la prossima stagione, possono presentarsi in gruppo. Non c’è bisogno di una nuova legge, hanno avuto via libera da Catricalà. Perchè non lo fanno? Elementare la risposta: perchè vogliono creare un fondo comune dei diritti tv allargato a tutte e 20 i club, da cui prelevare, con una delibera presa a maggioranza, le percentuali che ritengono più idonee. Oggi l’operazione non è realizzabile: ci vorrebbero lunghe e costose cause civili.
Ai margini del Consiglio federale di ieri, una sola decisione da segnalare: per le iscrizioni ai prossimi campionati, i ritardi saranno sanzionati da penalizzazioni in classifica (1 punto per ogni data non rispettata). E comunque non si potrà andare oltre il 27 giugno. A mondiali in corso.