Della Valle invoca una nuova legge

Franco Ordine

In materia di diritti tv hanno tutti una maledetta fretta. Ha avuto fretta la Juventus F.C. nel concludere prima di Natale il negoziato con Mediaset affidandone l’esito a una nota di Cologno Monzese e non solo per iscrivere subito a bilancio la cifra di 248 milioni di euro, quali introiti già garantiti fino al 2009. Ha avuto fretta il management juventino in particolare per sottrarre il titolo quotato in borsa ad eventuali turbolenze determinate dal pronunciamento dell’Antitrust previsto per gennaio. Il valore dell’azione è il nervo scoperto di Giraudo, come ha perfidamente segnalato nell’ultima intemerata pubblica Zeman, l’anti-Juve per antomasia. «Ma hanno anche voluto far vedere agli azionisti la valorizzazione del marchio prodotto dalla gestione» è l’altra chiave di lettura proveniente da Sky questa volta.
Ha fretta anche Mediaset nel chiarire la propria scelta di girare alla piattaforma di Murdoch i diritti relativi al satellite. «Non entreremo nel settore» è la frase secca licenziata ieri sul versante Mediaset da un portavoce dell’azienda. «Gireremo a Sky i diritti senza neanche molti intoppi» è l’ulteriore conferma, accolta dai dirigenti di Murdoch con soddisfazione. Chi tifa per una guerra senza quartiere, deve arrendersi alla realtà. Non ci sarà il ricorso ai materassi. «La campagna di Natale 2005 ha avuto un esito favorevole, la media di abbonamenti in vista del mondiale ha raggiunto punte da 6 mila al giorno» è il fiore all’occhiello esibito dallo stato maggiore della tv satellitare che ha già celebrato un summit per organizzare il mondiale tedesco.
Ha fretta, una fretta dannata, anche l’altra parte del calcio italiano, esclusa dal business e legata al carro di Della Valle, rappresentata da Zamparini che ha liquidato la vicenda con quel suo intervento, «speriamo che i bianconeri giochino da soli» che nasconde solo il dispetto per il raccolto di risorse finanziarie. Il presidente del Palermo e il patron della Fiorentina hanno già da tempo indicato la strada da battere. «Bisognerà tornare ai diritti collettivi» segnala da Cortina Sandro Mencucci, a.d. viola impegnato con Corvino a gestire lo smacco subito sul mercato, il passaggio di Vidic dallo Spartak Mosca al Manchester invece che alla Fiorentina. «Saremo durissimi» è la promessa di un nuovo fronte che si aprirà in Lega, a gennaio. Ma per cambiare la legge, ispirata da Sensi, e promulgata dal governo D’Alema, bisognerà attendere almeno un anno, nella migliore delle ipotesi.
Solo Inter e Milan non sembrano avere una gran fretta. Il club di Massimo Moratti ieri ha fatto sapere che la sua condotta è la seguente: «Rispettare i contratti in essere e ascoltare le proposte». Il negoziato è già partito, la cifra definita, sugli 84 milioni di euro, mancano le firme. Che arriveranno tra gennaio e febbraio. Con il Milan sulla scia.