Vallelunga: ore contate per gli aggressori

Violenza a Vallelunga: caccia aperta agli stupratori. Indagini serratissime quelle dei carabinieri di Bracciano, impegnati da due giorni ad individuare i malviventi che avrebbero picchiato e abusato di una trentenne su un tir fermo ai box.
Un fatto inquietante accaduto nella tarda mattinata di domenica ma che, con il trascorrere delle ore, sarebbe a una svolta. «I responsabili devono essere entrati con un pass regolare», spiegano gli inquirenti che stanno setacciando fra centinaia di mezzi e persone entrate nel circuito romano durante la «Sei Ore- Gold Cup» organizzata dalla Peroni Promotion Incentive e disputata nel fine settimana. Dunque si tratterebbe di «addetti ai lavori», almeno due persone vestite elegantemente, forse tre, che dopo aver avvicinato la donna, segretaria della direzione di gara all’autodromo «Piero Taruffi», si sono accanite su di lei con ferocia inaudita.
«Due mi reggevano mentre un altro mi violentava», avrebbe raccontato la giovane. Migliorano le condizioni della poveretta, ancora ricoverata all’ospedale romano Sant’Andrea in stato di choc, con lesioni su tutto il corpo. Quanto basta, comunque, per aprire un fascicolo per «violenza carnale», anche se i riscontri medici non sono in grado (per vari motivi tecnici) di provarla con certezza. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna avrebbe conosciuto uno degli aggressori sabato, ovvero il primo giorno di gara. Un incontro casuale all’interno dell’autodromo di Campagnano, subito trasformato in pesanti molestie al rifiuto della trentaquattrenne di seguire lo sconosciuto in un bar per prendere un caffè. Un atteggiamento che non deve essere andato giù al «pappagallo» di turno.
Il giorno dopo, quando l’uomo la vede passare fra due «bilici», due Tir che trasportano i bolidi in gara, decide di fargliela pagare. Aiutato da almeno un complice, nascosto dai grossi mezzi parcheggiati accanto al paddock, l’uomo si scaraventa sulla donna, la immobilizza e la trascina all’interno del camion. Lontano da occhi indiscreti sarebbe accaduto di tutto, secondo il racconto frammentario della vittima.
«Un fatto grave - commenta Giulio Rizzo, capo ufficio stampa del Gruppo Peroni che ha organizzato la competizione automobilistica presso l’autodromo di Vallelunga - comunque si sia svolta la vicenda. Noi stiamo collaborando al massimo con le forze dell’ordine perché si giunga al più presto alla verità e si individuino i responsabili».
Pochi, purtroppo, gli elementi che la donna è in grado di ricordare. Niente numero di targa del mezzo furgonato con cui sarebbero fuggiti i due (o tre) delinquenti, tantomeno la marca e il modello esatto. La vittima però è certa della nazionalità dei suoi aggressori, italiana, e sul colore del furgone usato per la fuga. Quanto basta, elenchi e video alla mano, per restringere il campo delle ricerche.