Vallettopoli, a Corona tre anni e otto mesi "Italia è una vergogna"

Il fotografo dei vip condannato dal tribunale di Milano in primo grado per le storie di fotografie e ricatti a Melandri, Coco e Adriano (<strong><a href="/fotogallery/corona_tribunale_condanna/fabrizio-corona-vallettopoli-tribunale-condanna/id=1605-foto=1-slideshow=0" target="_blank">le immagini</a></strong>). Il commento a caldo: &quot;Non me ne frega un c...&quot;

Milano - Ha ricattato. Con le fotografie compromettenti. Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi anni di reclusione nel processo milanese per i fotoricatti a vip. La pena si riferisce agli episodi di tentata estorsione al motociclista Marco Melandri e al calciatore Adriano. La Corte ha valutato diversamente dalla richiesta del pm Frank Di Maio che aveva chiesto sette anni e due mesi. Il collaboratore di Corona, Marco Bonato, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Il pm per lui aveva sollecitato l’assoluzione. I giudici hanno concesso all’agente le attenuanti generiche e l’hanno interdetto dai pubblici uffici per cinque anni. Il processo milanese nasce dall’inchiesta del pm di Potenza, Henry John Woodcock. Gli atti per competenza territoriale vennero poi trasferiti alla procura di Milano e al pm Di Maio.

Condannato per Coco, Melandri e Adriano Secondo il collegio di tre giudici, presieduto da Lorella Trovato, Corona è responsabile di estorsione nei confronti di Francesco Coco, che fu fotografato all’interno della discoteca Hollywood con una donna che sarebbe potuta apparire un trans. Sempre nei confronti di Coco, Corona è stato riconosciuto responsabile di tentata estorsione per una foto in cui il calciatore veniva ritratto a torso nudo all’interno di un altro locale; condannato anche per l’episodio nei confronti di Marco Melandri in cui lo sportivo era in compagnia di una pornostar, e per quello che aveva come protagonista il calciatore Adriano ritratto durante una festa in casa con del sale sul tavolo che poteva sembrare cocaina.

Assolto per il ricatto a Lapo Elkann I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto Corona dal capo d’imputazione che riguardava il presunto ricatto ai responsabili della Fiat per la vicenda di Lapo Elkann. Corona, nel caso Elkann, era accusato di aver tentato di estorcere 200mila euro ai vertici della Fiat per non divulgare un’intervista con il transessuale che aveva passato la notte con Lapo che si concluse con un’overdose nel 2005. Assolto anche per il tentativo di estorsione ad Alberto Gilardino e all’imprenditore Gianluca Vacchi.

"Mi vergogno di essere italiano" "Mi vergogno di essere italiano". È questo il primo commento di Corona sulla sentenza. "Perché non condannano quelli del caso Marrazzo?" aggiunge Corona, che poi conclude: "Ci sarà l’appello, ci sarà il carcere, ma a me non me ne frega un cazzo. Viviamo in un paese di merda. Non me ne frega un cazzo che mi abbiano assolto per una parte delle accuse. Per me la faccenda era: assolto o condananto. Mi hanno condannato e questa è la prova che quello che c'è scritto nelle aule, che la legge è uguale per tutti, è una presa per il culo, perché in questo paese se ti metti contro i magistrati te la fanno pagare anche se non hai fatto un cazzo. Perché non vengono processate anche le altre agenzie, quelle che fanno esattamente quelo che ho fatto io? Mi vergogno di essere italiano".

Il pm: "E le parti civili?" "È stato un processo che la procura ha fatto da sola, considerato l’assenza di ogni parte civile". Lo ha detto il pm di Milano, Frank Di Maio, dopo la sentenza. "È passato il principio - ha commentato il magistrato -: da ora in poi il ritiro delle fotografie sarà più problematico".