Vallettopoli, Lapo contro Corona "Deve essere fatta giustizia"

Elkan depone al processo in cui il fotografo è imputato per estorsione e tentata estorsione. E un altro teste dice: "Voleva 200mila euro"

Milano - Fabrizio Corona? "Di giochi sporchi ne ha fatti tanti lui e la gente che lavora per lui", ma ora "giustizia deve essere fatta". Lapo Elkan contro Fabrizio Corona, imputato a Milano per estorsione e tentata estorsione nel processo a Vallettopoli. La testimonianza di Elkan, convocato in aula, non dura che pochi minuti. Giacca blu, camicia bianca e cravatta azzurra, Elkan dice subito di avere visto qualche volta Corona ma di non avere mai avuto alcun rapporto con lui. "Non l’ho mai frequentato", dice, e spiega "so che lavoro fa, come lo sanno tutti gli italiani, visto questo spettacolo che va in scena".

Lapo Elkan ricorda poi di avere incontrato la prima volta Corona nello studio di Lele Mora dove era andato per ragioni promozionali. "Corona si presentò nell’ufficio con una ragazza che subito si svestì. Io chiesi immediatamente che si rivestisse. Poi me ne andai. Mi dissero che era un’attricetta, poi seppi che era una pornostar". Nel corso della sua testimonianza Elkan riconosce la ragazza di quel giorno in Brigitta Bulgari, la stessa donna 'utilizzata' nelle immagini scattate a Marco Melandri. "Fabrizio Corona - sottolinea Lapo Elkan - di giochi sporchi ne ha fatto tanti, lui e la gente che lavora per lui", dice riferendosi alle interviste a Donato Brocco, in arte 'Patrizia', che Corona cercò di promuovere su varie testate televisive nell’ottobre 2005.

Ma di tentativi di ritrarre Lapo Elkan in situazioni imbarazzanti e scabrose ce ne sono state tante altre. Almeno tre, ricorda lo stesso Elkan. "Sei mesi fa un amico fotografo - ricorda il teste in aula - mi ha chiamato perchè voleva farmi sentire che cosa la gente che lavorava per Corona voleva fare nei miei confronti come 'scherzo'. Il mio amico telefonò a questa persona in viva voce. Io sentii che volevano organizzarmi un incontro in un locale con Donato Brocco. Oppure mettermi dello stupefacente in auto. Questo è un delitto grave". Subito dopo Lapo Elkan dice di avere immediatamente contattato Corona per avvertirlo che, se voleva assumere queste iniziative, "ci saremmo affrontati in aula e lì giustizia sarebbe stata fatta". Poi "ho chiamato i miei avvocati perchè a quel punto mi sono preoccupato per la misicurezza, dal momento che ci sono persone che possono permettersi di fare giochi di questo tipo". Un secondo episodio che Lapo racconta in aula vede come scenario il Moto Gp. "Anche in quella occasione un mio amico fotografo mi ha avvisato che due persone che lavoravano per Corona volevano organizzare una finta rissa nelle scuderie per realizzare un servizio fotografico scabroso nei miei confronti. La rissa c’è stata, ma io me ne ero già andato". Un terzo 'scherzo', Corona glielo avrebbe voluto organizzare »"con un incontro 'casuale' all’uscita da un parrucchiere, dove ogni tanto vado". Quanto ai fatti dell’ottobre 2005, quando Elkan venne ricoverato in coma in seguito ad un notte passata con un transessuale, il teste ha poco da dire: "È successo quello che è successo e non ho interesse nè voglia di tornare a vicende del passato".

Non era in aula Corona mentre Lapo Elkan, lo attaccava duramente. Una assenza, la sua, notata da pressochè tutti i presenti, dal momento che l’imputato principale del procedimento, accusato di estorsione e tentata estorsione, ha sempre partecipato a tutte le udienze della causa. Stamattina Corona si è presentato come sempre al fianco dei suoi avvocati. Ha ascoltato le testimonianze di Marco Durante, poi, però, si è allontanato e non si è più presentato in aula.

Durante: "Voleva 200mila euro" Corona chiedeva 200mila euro dalla Fiat per fermare la diffusione di video e notizie relative alla notte brava di Lapo Elkann con il transessuale Donato Brocco. E quando la Fiat gli fece sapere di non voler pagare il fotografo dei vip replicò: "Ve ne pentirete". Questo è emerso durante la deposizione come testimone di Marco Durante, presidente del cda di La Presse che cura l’immagine della Fiat e della famiglia Agnelli. Durante ha riferito di essere astato incaricato dalla Fiat di fare da intermediario con Corona, non appena si diffusero voci dell’esistenza di un’intervista video con "Patrizia" in cui il trans ricostruiva il malore di Lapo originato dal consumo di cocaina.