Il valore delle azioni Sea lo deciderà Mediobanca

La delibera di vendita tornerà in Consiglio il 12 settembre

Sarà Mediobanca a effettuare la perizia giurata sul valore del 33% delle quote di Sea che il Comune intende vendere con asta pubblica. Approdata in consiglio poco prima della pausa estiva e stoppata da una serie di polemiche, la delibera tornerà in aula il 12 settembre. Entro quella data dovrebbe arrivare anche il parere dell’istituto di piazzetta Cuccia, indicato dal segretario milanese dell’Udc Bruno Tabacci che sulla cessione aeroportuale aveva aperto un conflitto nella Cdl, rientrato nel corso dell’ultima riunione dei commissari milanesi della maggioranza. «Se Mediobanca riterrà che il valore è inferiore ai 600 milioni previsti come base d’asta nella delibera - afferma l’assessore al Bilancio, Mario Talamona -, la cifra resterà ugualmente invariata. Se invece risulterà superiore, per la vendita si partirà da quel valore minimo».
La superperizia, che costerà al Comune «meno di 230mila euro», come precisa Talamona, ha scatenato l’opposizione. «La decisione della giunta - sostiene il capogruppo Ds, Emanuele Fiano - avvalora le nostre tesi quando ci dichiarammo molto critici sulla valutazione precedente, formulata da Paribas in assenza degli elementi necessari a un giudizio complessivo sul valore dell’azienda. Se il risultato della nuova perizia non arriverà prima del voto finale, non voteremo la delibera al buio e ricorreremo al Tar sulla sua stessa legittimità». Fiano si domanda «come mai la giunta persevera ad affidare incarichi senza espletare una regolare gara pubblica».
Mediobanca, afferma il sindaco Albertini, «ha tutti i titoli per valutare con la massima oggettività e professionalità il valore del 33% di Sea che intendiamo mettere sul mercato. Due sono i principali motivi della scelta: la qualificata esperienza professionale dell’istituto e il consolidato rapporto di fiducia con l’amministrazione». Albertini ricorda che Mediobanca «ha già prestato consulenza finanziaria nel settore aeroportuale, curando di recente la collocazione in Borsa di Save, la società che gestisce lo scalo Marco Polo di Venezia, il più brillante risultato degli ultimi tempi». Il sindaco aggiunge che l’istituto ha ricoperto «il ruolo di co-global coordinatore nel piano avviato nel 2000 dalla giunta per la privatizzazione di Sea, e sta lavorando come consulente finanziario della stessa società».