Valore legale per l’autografo digitale

Meno carta e processi più efficienti e sicuri. La «smaterializzazione» della gestione dei documenti racchiude in sé, tra le altre, queste due promesse. Che sono tanto più auspicabili quando si tratta delle procedure che si svolgono tra il cittadino o l’azienda, da una parte, e la Pubblica amministrazione, dall’altra.
Tutto questo è reso sempre più possibile dall’evoluzione tecnologica e dalla sua adozione da parte sia degli organi burocratici sia degli intermediari (come i commercialisti e i consulenti del lavoro) che interagiscono con essi per conto dei loro clienti. Il faro di riferimento per questa innovazione è il Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), un insieme di linee guida «che devono poi essere calate concretamente nella realtà da parte delle diverse amministrazioni», spiega Roberto Bellini, direttore generale di Assosoftware, l’associazione confindustriale delle software house italiane. Come capita ai software, anche il Cad, di tanto in tanto, è protagonista di nuove importanti versioni che includono non solo perfezionamenti di funzionalità già esistenti, ma aggiungono strumenti inediti che aprono nuovi orizzonti per gli utenti e chi sviluppa tecnologie. «Il nuovo Cad - sottolinea Bellini - introducendo la nuova tipologia della Firma Elettronica Avanzata, fornisce una spinta all’adozione della “firma grafometrica”. La possibilità di firmare a mano libera dei documenti visualizzati su un monitor esiste già da tempo. A chiunque sarà già capitato di firmare la bolla di consegna di un corriere, utilizzando un pennino da far scorrere sul monitor di un palmare, oppure di effettuare la stessa operazione per autorizzare l’addebito di una spesa sulla carta di credito. In questi casi, però, si parla ancora di “Firma elettronica”, in quanto sia il processo informativo, sia l’hardware che il software utilizzati su questi apparati e negli uffici a cui sono collegati, non consentono di attribuire alla firma quelle caratteristiche di autenticità e di integrità necessarie a una sottoscrizione con valore giuridico ai sensi dell’articolo 2702 del Codice civile per la scrittura privata. Tablet con caratteristiche tecniche specifiche, supportati da applicazioni software apposite e da un corretto flusso di informazioni, possono invece permettere di rendere una firma grafometrica utilizzabile per sottoscrivere documenti quali, per esempio, le dichiarazioni dei redditi o quelle contributive. E le software house nostre associate sono pronte a fare leva sulle novità introdotte dal nuovo Cad per lanciare nuove soluzioni a vantaggio dei professionisti, delle aziende e della Pubblica amministrazione». Tra le amministrazioni più nel mirino ci sono quelle dell’Economia e delle Finanze, del Lavoro e delle Politiche sociali.
«Ci auguriamo che dal prossimo anno tutte le dichiarazioni 730 e Unico potranno essere firmate su tablet abilitanti la firma grafometrica», aggiunge il direttore generale di Assosoftware. Tra gli altri ambiti toccati dal nuovo Cad, si segnala anche quello della Conservazione sostitutiva, ovvero l’archiviazione dei documenti con valore fiscale e legale in modalità elettronica invece che cartacea. «Molto importante - conclude Bellini - è la prescrizione di un numero minimo di metadati - ovvero le informazioni che devono esserci su un documento conservato affinché possa avere valore ed essere ricercato - e l’obbligo di redigere un manuale della conservazione contenente la descrizione dettagliata del processo, delle modalità e dei tempi di ciascuna fase».
Questi temi saranno approfonditi nel convegno organizzato da Assosoftware nei prossimi giorni a Bologna, che vedrà, tra le altre, la partecipazione di personalità delle Amministrazioni pubbliche.