IL VALORE DI VENTI CENTESIMI

Da oggi, come sapete, il Giornale costa venti centesimi in più. Confesso che mi è capitato negli ultimi mesi di scrivere editoriali assai più divertenti di questo, ma sono rassicurato, cari lettori, dalle risposte che mi avete fatto arrivare. Ogni volta mi stupisce l’affetto che manifestateper questa testata e per chi la dirige. E mi ha rasserenato anche il fatto che abbiate capito le ragioni che ci costringono a questo doloroso passo.

Mi sono fatto dare nei giorni scorsi l’elenco degli aumenti dei quotidiani. Nel corso degli anni Ottanta il prezzo del Giornale è aumentato sette volte, negli anni Novanta quattro volte. Negli anni 2000, dopo la conversione in euro, è solo la seconda volta: è passato da 90 centesimi a un euro il primo marzo del 2002, esattamente sette anni fa. E da allora non si è più mosso. Per dire: nel 1982 un giornale costava 500 lire, un caffè 350 lire, una birra al bar 400 lire. Oggi per bere una birra al bar meno di 3 euro non riuscite a spenderli.

Fino a ieri abbiamo cercato di resistere, oggi non è più possibile: l’aumento delle vendite in edicola in un mercato in crisi non basta più a compensare il calo della pubblicità, provocato dalla grave crisi economica. Un giornale per essere forte deve avere i bilanci in ordine. E voi sapete quanto c’è bisogno, oggi come 35 anni fa, di una voce forte e libera, coraggiosa e controcorrente, capace di dare rappresentanza e visibilità alle posizioni moderate e liberali che sono maggioranza nel Paese, ma purtroppo non nella carta stampata e nell’informazione Tv.

Voi, cari lettori ci testimoniate ogni giorno che per voi il Giornale è qualcosa in più di un semplice giornale. E di questo vi ringraziamo, fiduciosi che continuerete a seguirci come avete sempre fatto, critici e attenti, entusiastienello stessotemposeveri. Ma siccome la fiducia bisogna meritarsela giorno per giorno, metro per metro, vi garantiamo l’unica cosa che possiamo garantirvi in cambio dei venti centesimidi spesa in più: e cioè che continueremo a fare il giornale impertinente e un po’ rompiscatole di sempre.

Continueremo a fare le nostre inchieste, a denunciare ciò che non va, ma anche a raccontare l’Italia che ci crede e a dare le nostre guide per muoversi fra le difficoltà del tempo presente (oggi quella sul lavoro, domani su come pagare meno tasse, martedì quella per far rendere la pensione). E soprattutto vi garantiamo che continueremo a combattere ogni giorno le nostre e le vostre battaglie e a difendere i nostri e i vostri principi senza cedimenti e senza tentennamenti. È l’unico modo che conosciamo per dirvi, anche oggi, grazie.