«Valorizzare la nuova classe dirigente»

aro direttore, trovo opportuno e tempestivo il dibattito aperto sulle alleanze da tessere per un nuovo governo della Liguria. Troppe bandiere giacciono nel fango dei tradimenti che la casta parassitaria dell'Unione ha praticato verso strati sociali e culture vive della nostra regione.
1. Il mondo operaio e popolare capisce sempre meglio chi ha vanificato le sue aspettative di promozione sociale e politica.
2. Ceti professionali vivaci e dotati avvertono la stretta della pressione parassitaria e attendo la fine dell'umiliazione dei talenti con l'asservimento clientelare.
3. Nella magistratura tenta il riscatto la parte sana di fronte alle veline delle cellule d'assalto fazioso, antigiuridico.
4. Tra gli industriali umiliati dalla protezione da inventiva, concorrenza e rischi d'impresa, nascono attese di dignità e di liberazione dal servilismo di tutele, canali protettivi, scorciatoie burocratiche, appalti scontati, aree regalate.
5. Nella cultura accademica, scolastica, giornalistica, molti attendono una liberazione dall'asfissiante clima di umiliazione delle libere energie di ricerca nelle secche del servizio propagandistico di nani politici.
6. Nel mondo cattolico rinascono difesa delle tradizioni sui tema della vita, della famiglia naturale e costituzionale, separazione tra la fede salvifica e il servilismo di accattonaggio assistenziale.
7. Nella versione politica del cattolicesimo la fine ingloriosa del sinistrismo statalista dossettiano nelle macerie prodiane di cordate autoreferenziali, sta facendo rinascere culture liberali, democratiche liberate dal fallimentare pauperismo demagogico alleato alla cultura omosex della sinistra castale delle cordate protette foraggiate dal pubblico erario.
8. La gente comune più spoliticizzata attende chi comprenda le ragioni estetiche, di sicurezza, di pulizia, di agibilità delle strade e dei quartieri, dei suoi monumenti, della sua storia, della sua arte, dei suoi palazzi.
Nel regime dominante ma non governante tutto viene risucchiato nel tunnel delle guerre personali a danno dei beni comuni. Ma la riscossa è già iniziata con le vittoriose campagne di Musso e Oliveri fruttificate in tutti i municipi da Principe a Nervi e nella ulteriore avanzata nel ponente fino alla vittoria alle elezioni nazionali. I gruppi dirigenti del centro destra sono adeguati al compito ma occorre una nuova energia per spostare e rappresentare gli strati elencati sopra, valorizzando talenti e cultura, disinteresse e magnanimità, emarginando qualche nanetto che cerca di fare giochetti personali fuori dal coro.
Si può aprire, come fa Il Giornale, una nobile stagione di dibattito diffuso nella società ligure, ricca di energie soffocate e ricattate. Occorre per un nuovo governo e una nuova classe dirigente valorizzare le nuove espressioni nate in questi anni, sedi culturali e movimenti, nello spirito unitario del nuovo partito delle libertà.