Valpolcevera, i Ds vanno all’attacco del loro presidente

La minaccia: «Crivello stia attento, la legge non ci obbliga a votarlo»

Dal voto sono passate meno di due settimane. E nell’Unione è già tempo dei litigi, anche dove la vittoria è stata netta. Michele Casissa, responsabile politico dei Ds Valpolcevera, ha scritto una lunga lettera al Secolo XIX pubblicata giovedì. Titolo: «Nei municipi voto ai partiti, non al presidente». Obiettivo: Giovanni Crivello, uscito nei mesi scorsi dai Ds e rieletto presidente della Valpolcevera con il 65% dei consensi. «Un successo personale» ha detto qualcuno, scatenando le ire dei Ds. E Crivello? «Sto lavorando per il ballottaggio della Provincia» dice. La replica, insomma, è rinviata a dopo il voto. Mentre Forza Italia attacca: «Esplode un contrasto che dura da molto tempo. E il Municipio, intanto, rischia di rimanere bloccato per le liti nella maggioranza».
Si parte dalla lettera di Casissa. «Sull’elezione del presidente del Municipio si è scritto e parlato di “plebiscito”, di “affermazione personale” e di “piccoli faraoni”. Non è così! - scrive- L’elettore ha votato i partiti e non il candidato presidente; il meccanismo elettorale prevede che il voto espresso dagli elettori ai singoli partiti venga trasferito automaticamente al presidente candidato (scelto precedentemente dai partiti nella spartizione a livello cittadino) quindi sono i voti dei partiti che determinano il consenso al candidato». E cita il caso Valpolcevera, «dove gli elettori si sono così espressi: Ulivo 44,92% con 11 consiglieri, Rifondazione comunista (il Partito del candidato Presidente) 11,73% con 3 consiglieri, Comunisti italiani con 3,62% con 1 consigliere». Segue l’attacco a Crivello: «Con il 45% dei voti l’Ulivo (Ds e Margherita) poteva tranquillamente eleggere un proprio candidato (peccato che l’invocata lista civica non sia stata fatta)».
Non è finita. «È questo 45% dell’Ulivo per 13.013 voti che ha determinato l’affermazione del candidato presidente dell’Unione - insiste Casissa-. E sia ben chiaro che sono 13.013 voti espressi per l’Ulivo e non direttamente per il candidato Presidente, anzi per la nota vicenda (la scissione dai Ds) abbiamo faticato non poco a convincere elettori Ds che non volevano che il voto ai D.s. si trasferisse in una preferenza a un candidato confluito nella lista di Rifondazione comunista». E conclude: «La personalità e la conoscenza del candidato presidente può spostare qualche voto da un partito all’altro ma nulla di più».
La battaglia fra i Ds e Crivello è iniziata quando il presidente della Valpolcevera è uscito dal partito per confluire nell’Unione a sinistra (alle elezioni si poi è candidato come indipendente di Rifondazione). In molti hanno spinto perché non venisse ricandidato come presidente del Municipio che aveva governato. Era scattata allora una raccolta di firme pro-Crivello (2mila in due giorni) che convinse i partiti a ripresentarlo.
Ora sembra arrivata la resa dei conti. Casissa avverte: «Non sia sottovalutato un altro aspetto: il regolamento prevede che il candidato presidente debba essere votato dal Consiglio del Municipio, quindi nessun plebiscito, nessuna elezione diretta. L’Ulivo nel consiglio della Valpolcevera conta 11 consiglieri sui 15 dell’Unione e sui 23 complessivi: se ne tenga conto!». Ma i sostenitori di Crivello ribattono: «Sulla scheda era indicato il suo nome. Se si cambia presidente, bisogna tornare a votare».