La Valpolcevera ruba l’Iit a Quarto

L’Istituto Italiano di Tecnologie cambia sede: resta a Genova, ma le tre piattaforme di ricerca previste - robotica, neuroscienze e nanotecnologie - non vanno più a Quarto e al Porto Antico, come previsto, ma a Morego, nel quartiere di San Quirico, in Val Polcevera, in un edificio di proprietà di Fintecna definito «ideale» dai vertici dell’Iit. L’accordo stipulato con la società controllata dal ministero del Tesoro è stato approvato ieri dalla giunta regionale. «L’edificio è stato scelto dai responsabili di Iit dopo averne visionati altri per tutto giugno - spiega il presidente Claudio Burlando -. Abbiamo già concluso una trattativa con Fintecna per l’acquisizione dell’immobile. Faremo una permuta con altre strutture di proprietà di Arte, una sorta di scambio con edifici inutilizzati che non producono reddito».
La sede di Morego è vasta 24.000 metri quadrati, vale circa 22 milioni di euro, è completamente cablata, è vicina al casello autostradale di Bolzaneto e sarà disponibile già nei primi giorni di agosto. L’edificio ha dodici anni e da sei è inutilizzato, dopo che il Centro Servizi della Guardia di Finanza si è trasferito altrove. Oltre ai laboratori, a Morego ci sarà spazio per le foresterie. La Regione, illustra Burlando, si è accordata con Fintecna per avere l’edificio in comodato gratuito per 12 mesi, il tempo necessario per fare la permuta con Arte. Per il momento l’Iit mantiene le foresterie per una trentina di ricercatori a Quarto, poi, una volta installati tutti i laboratori a Morego, potrà scegliere se trasferirle o meno nella nuova sede. La Regione ha agito con celerità mettendo a disposizione dell’Iit diverse soluzioni perchè finora solo la piattaforma della robotica aveva trovato locali idonei al Porto Antico. Poichè i tempi per Quarto si allungavano, cresceva il rischio che le altre due piattaforme si insediassero addirittura in altre città.
«È la Valpolcevera valley» ride il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa, che ieri ha annunciato anche la nascita a Genova del primo Polo formativo dell’Economia del Mare in Italia, punto di riferimento l’Accademia italiana della Marina mercantile che metterà a sistema gli istituti secondari e le scuole superiori del settore, con valenza parauniversitaria. E ieri la Regione ha approvato la delibera che recepisce l’accordo su Cornigliano stipulato a Roma nei giorni scorsi. Presto il documento sarà sottoposto al consiglio regionale: «È importante approvarlo entro settembre - spiega Burlando - per avviare poi il programma delle attività che consentiranno l'’integrazione del reddito dei dipendenti Ilva». In autunno la Società per Cornigliano avvierà i progetti per la bonifica e per le infrastrutture. Poiché trattasi di intervento mai affrontato prima quanto a complessità e dimensioni, la società dovrà decidere se operare da sola diventando più “pesante” o se agire attraverso un braccio operativo, per esempio Sviluppo Genova.