«La Valpolcevera come via Venti a fine Ottocento»

Genova guarda al futuro attraverso nuovi progetti strategici urbani, importanti opere infrastrutturali, e punta alla valorizzazione dell'ambiente e del suo patrimonio storico culturale. Un gruppo di trenta architetti ed esperti nel settore, in primis Renzo Piano, da anni si occupano di questi progetti. Ecco qualche esempio: riqualificare le aree ferroviarie dismesse; spostare a monte il traffico veloce ed ottenere un miglioramento dei livelli di qualità urbana; intervenire con nuove infrastrutture nell'ambito compreso fra Multedo e Cornigliano; recuperare le stazioni metropolitane e realizzare parcheggi d'interscambio nelle zone di Pontedecimo, San Quirico, Bolzaneto, Quarto, Nervi e Terralba; trasformare o allontanare le industrie a rischio per la realizzazione di nuove realtà produttive; recuperare il patrimonio abitativo valutando le esigenze sia della popolazione giovane sia di quella anziana; riqualificare il litorale di Voltri e Prà; ragionare sulla possibilità di realizzare un eliporto nella zona fieristica in prossimità di Punta Vagno collegato via terra con corso Italia; recuperare piazze come quella di Sarzano, e intervenire a Vernazzola con opere di manutenzione e di ripristino sul percorso che da via Flavia porta a Capo Santa Chiara. Secondo il sindaco Vincenzi, poi, «c’è la sfida delle periferie, come la Valpolcevera, che possono aspirare a diventare uno dei nuovi centri della città come è accaduto della zona di via Venti a fine Ottocento». Ma non finisce qui. Proseguono i progetti del Nodo Ferroviario, del Terzo Valico, della Gronda e quelli dedicati alle merci, con l'ipotesi di realizzare un collegamento specializzato con il Basso Piemonte. E proprio in merito alla Gronda, l'architetto Piano sottolinea l'importanza che ha il dibattito pubblico in corso: «Discutere sui progetti rende i progetti migliori - dice -. È giusto che si arrivi a una data, il prossimo 29 aprile, in cui si tireranno le somme.