Il valzer di Barbareschi: abbandono i finiani Poi: forse mi dimetto

Dopo giorni di critiche al partito in mattinata le agenzie battono la notizia dell'ingresso dell'attore ingresso nel gruppo dei Responsabili, ma poi a <em>Un giorno da pecora</em> tentenna: vedremo... E dal Pd se ne va Nicola Rossi

Roma - E' giallo sul futuro politico di Luca Barbareschi. Dopo giorni di voci e illazioni e, soprattutto, dopo un faccia a faccia col Cavaliere, questa mattina le agenzie di stampa battono la notizia: Barbareschi lascia Fini e va con il gruppo dei Responsabili. Poi, nel corso della trasmissione di Radio due Un giorno da pecora, si riaprono le danze: non vado nel Pdl (infatti si parlava del gruppo dei Responsabili), non lascio Fli, forse mi dimetto e lascio la Camera dei Deputati... Nel pomeriggio vada Fini e uscendo scherza coi giornalisti: "Mi iscrivo al Pd", poi va a coloquio anche da Casini. Frasi sibilline e un'indecisione di fondo. La partita di Barbareschi è ancora aperta, ma la ferocia espressa nei confronti del Pdl durante le prime settimane di vita di Fli, sembra essersi decisamente smorzata. 

Il valzer di Barbareschi Questa volta ad andarsene non sarebbe un deputato qualunque ma un finiano della prima ora, la voce del partito, colui il quale lesse commosso il manifesto di Fli a Bastia Umbra il 6 novembre scorso. Una defezione di cui si parla da alcune settimane, ma che rimarrebbe comunque un duro colpo alla già esile flottiglia futurista. L'attore milanese, un tempo ultrà di Fini, aveva già manifestato tutto il suo scetticismo nei confronti del Terzo polo all'indomani della mancata sfiducia a Berlusconi: "Vorrei capire se questo Terzo Polo può portare avanti azioni politiche comuni. Non si può essere solo un agglomerato. Fli ha molto più potenziale di tutto il Terzo Polo". Poi un secondo e significativo passo il mese successivo: il giorno della sfiducia a Sandro Bondi Barbareschi non partecipa al voto della mozione. E poi sentenzia: "E' stato commesso un gigantesco errore strategico. In questo modo si è rafforzato il governo". Ieri pomeriggio la parabola del "copywriter" di Fini si completa con un colloquio di un'ora ad Arcore, un faccia a faccia con Silvio Berlusconi dopo mesi di gelo. L'attore oggi dovrebbe incontrare anche Gianfranco Fini alla Camera, per chiarire la sua posizione.

Ma Barbareschi frena: "Non vado col Pdl" "Il clamore con il quale i giornali celebrano il mio ritorno nel Pdl si basa esclusivamente su illazioni". Luca Barbareschi ha parlato così del piccolo caso che si è animato in queste ore rispetto alla sua collocazione politica. "La notizia vera - osserva il deputato Fli e vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera - è che ieri pomeriggio sono stato ad Arcore per incontrare il premier, e sono contento di questo incontro, visto che in Parlamento ho sottolineato più volte come mancasse in questa legislatura un confronto con la leadership del governo, che troppo spesso - ha aggiunto - ha demandato a colonnelli e portaborse il rapporto con i parlamentari". 

"Lunedì saprete la mia scelta, parlerò del trasformismo". Luca Barbareschi, incalzato da Bianca Berlinguer sul Tg3, non conferma e non smentisce una sua uscita da Fli, anzi forse dalla politica tout court. E poi, "non ho mai detto che avrei lasciato Fli per i Responsabili". Barbareschi dice in sostanza che si tratta di un problema politico, nato nel passaggio di Futuro e libertà dalla Convention di Bastia umbra all’approdo nel Terzo polo, che è proprio quel che a Barbareschi non va giù. "Con Casini - spiega - per carità ho un ottimo rapporto, il problema vero è che abbiamo fatto un ottimo lavoro con Fli a Bastia umbra, l’ho fatto con passione e commozione persino, e non mi piacerebbe essere ’diluitò in altre cose. Penso che Futuro e libertà, in sostanza, debba restare ancorato all’elettorato del centrodestra, perchè questo è il nostro elettorato". E poi, circa le insinuazioni circolate su suoi possibili interessi professionali, Barbareschi sorride: "Non mi manca il lavoro, e non solo in Italia". E ancora: "forse quel che sto pensando di fare, in realtà, è un passo fuori dalla politica, perchè il mio rispetto delle istituzioni e della coerenza non sempre sono gradite, diciamo così, in politica. Forse - conclude con un pizzico di amarezza - sono più apprezzate fuori che dentro la politica". 

Moffa: l'avevo detto io... Moffa lo aveva detto un pò di tempo fa che esistevano zone di malessere in Futuro e libertà come negli altri partiti di opposizione, primi Pd e Idv, e che presto da questi partiti sarebbero maturate posizioni di dissenso. ma nessuno lo aveva preso sul serio, oggi la cronaca gli ha dato ragione. "Io - ha commentato Silvano Moffa  -, ho sempre detto che c’era un’area di consapevolezza in questi partiti, che stava crescendo la consapevolezza e la responsabilità di fronte ai problemi del Paese. Ho detto - e oggi abbiamo una conferma - che c’erano parlamentari che stavano riflettendo e maturando delle scelte. Ho detto anche non non serviva fare strappi, operare forzature perchè il tempo è galantuomo".

Defezioni nel Pd: se ne Nicola Rossi A muovere le già turbolente acque della politica c'è anche il Pd. Continuano le defezioni, se ne va Nicola Rossi, senatore dei Democratici da tre legislature.  Dopo quasi tre legislature, Nicola Rossi lascia il Parlamento. Dietro la formula burocratica "per motivi personali" si nasconderebbe, a quanto riferito, una profonda delusione per la situazione nel Paese e non solo. "Non mi riconosco più in questa politica", ha spiegato. In questo non c’è nessuna polemica verso il partito, hanno assicurato fonti democratiche, e il segretario Pier Luigi Bersani lo vedrà a breve per ascoltare le sue motivazioni. Non è la prima volta che Rossi si chiude una porta alle spalle. Nel 2007 in una lettera all’allora segretario Piero Fassino lasciò i Ds spiegando che la sinistra aveva ormai esaurito le energie sul terreno riformista.