Il valzer dei conduttori Giurato lascia Cucuzza a Unomattina

da Milano

E vai con la rivoluzione. In vista dell’annuncio definitivo dei nuovi palinsesti Rai (a metà giugno nel solito appuntamento con i pubblicitari) piovono indiscrezioni indiscrete e timide conferme sulla tivù che verrà. Ieri è stata la giornata dell’«infotainment», di quella parte di palinsesti, cioè, che mescola informazione, approfondimento e intrattenimento con una formula che piace e che, solo ogni tanto, mostra qualche ruga. Dunque le novità.
Ieri mattina, sul suo sito, Michele Cucuzza ha anticipato che dopo dieci anni lascerà La vita in diretta e piomberà alla conduzione di Unomattina al posto di Luca Giurato. Per di più, Cucuzza sarà anche opinionista fisso a Domenica In. «La Rai - ha scritto su michelecucuzza.com - mi ha chiesto, nell’ambito di una logica rotazione dei conduttori, dopo dieci anni di successi alla Vita in diretta, di contribuire al rilancio di Unomattina. L’azienda mi ha inoltre proposto di assumere il ruolo di opinionista a Domenica In. Ho accettato l’offerta, che considero lusinghiera, pur essendo ormai la Vita in diretta il luogo dei miei affetti professionali, oltre che dei miei successi». Al suo posto dovrebbe arrivare Lamberto Sposini, impegnato così in un’altra tappa della sua ardimentosa carriera: tornerebbe in Rai dopo l’esperienza (lunga) al Tg5 e quella (breve) al Tg1. Lui, che nel frattempo è diventato direttore editoriale di Sport e News per la tv digitale di 3 Italia e conduce programmi a Telenorba, non conferma e, raggiunto al telefono, non apre neanche bocca perché «in questo momento lavoro per altri e non mi sembra corretto». Se arrivasse alla Vita in diretta, anche lui, come faceva Cucuzza, andrebbe in onda subito dopo Festa italiana sempre sotto la guida di Caterina Balivo (che nei giorni scorsi sembrava dovesse saltare). Insomma, un bel turn over gestito dalla regia di Fabrizio Del Noce, che sembra avere le idee chiare su quello che sarà l’assetto futuro della sua rete.
E anche Antonio Marano non rimane a guardare: la sua Raidue sarà anzi la rete che incontrerà i cambiamenti più radicali. Dato in partenza per anni, ora sembra saldamente al comando, tanto più che il quadro politico gli è ancor più favorevole. Uomo determinato, ha già pronti gli spostamenti e le novità che cambieranno volto e palinsesti al suo canale. D’accordo, l’Isola dei Famosi resterà il caposaldo della sera e, come novità, ad alzare gli ascolti arriveranno anche le partite di Champions League. Però a far più scalpore saranno gli spostamenti e gli avvicendamenti. Per ora l’unico di cui si sa per certa la collocazione è Milo Infante che, dopo anni alla conduzione de L’Italia sul due, cambierà fascia oraria per trasferirsi al mattino dalle 11 alle 13. Già, quella è la zona Magalli, quella parte di mattino che il mitico Giancarlo presidia da anni con imbattibile e leggero senso dell’umorismo. A Infante invece toccherà un talk alla maniera di Bocca aperta di Funari, con ospiti che si confronteranno e battibeccheranno sui temi caldi di giornata. Intanto, sempre rimanendo alle linee tracciate dal nuovo piano editoriale (che sulle tre reti esclude sovrapposizioni di generi, specialmente di informazione), il nuovo ruolo di Infante non si scontrerà con nessun concorrente visto che su Raiuno rimarrà La prova del cuoco con la Clerici e su Raitre non si sposta di una virgola Cominciamo bene. Però rimangono da conoscere i nuovi ruoli di Alda D’Eusanio, Monica Leofreddi, Roberta Lanfranchi (che è la brava coconduttrice con Infante dell’Italia sul due) e, naturalmente, di Giancarlo Magalli. Per di più, c’è da disegnare quasi per intero l’assetto della nascitura Italia allo specchio, destinata a prendere il ruolo dell’Italia sul due con (probabilmente) altre linee editoriali. Infine, tanto per non farsi mancare nulla, l’appuntamento musicale Scalo 76 diventa quotidiano: durante la settimana sarà destinato ai giovanissimi, mentre il sabato privilegerà l’approfondimento con talk show e jam session improvvisate dei musicisti più importanti del momento. In fondo, come si vede, la Rai cambia musica (e non solo per modo di dire).