Il valzer dei «grand commis»

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti gli ha chiesto di tornare al Dipartimento per l’Editoria. E lui certo non ha detto «no». «Sono un funzionario pubblico. Vado dove mi mandano», è il suo motto. Grand commis di rango, da 20 giorni segretario generale della presidenza del Consiglio, Mauro Masi finora è stato sempre mandato al posto giusto: 16 anni in Banca d’Italia, nel ’95 è entrato a Palazzo Chigi per non uscirne più, con buona pace di «bipolarismi conflittuali» e «feroci spoils system». Ha attraversato i governi da Dini al Berlusconi IV con semplici spostamenti di piano. Subentra a Paolo Peluffo, che «resta in famiglia»: consigliere per le problematiche della comunicazione istituzionale.