Valzer delle poltrone E anche tra gli stilisti c'è chi resta in panchina

Cambio al vertice dei francesi Balenciaga, Dior, Lanvin... E in Italia ecco cosa succede

diIl valzer delle poltrone è cominciato ufficialmente lo scorso ottobre con un triplete di sorprese. Mercoledì 7, ultima giornata di sfilate parigine, è arrivata la notizia dell'arrivo di Demna Gvasalia al posto di Alexander Wang come direttore creativo di Balenciaga. 34 anni, georgiano, fondatore del brand d'avanguardia Vetement e portato per quel tipo di stile concettuale, Gvasalia non sembra avere la competenza sartoriale necessaria per traghettare nel terzo millennio la mistica di Cristobal Balenciaga. Costui negli anni Cinquanta era detto Il Picasso della moda per il suo incredibile talento nel rendere plausibili sul corpo femminile le forme più bizzarre. A uovo, a trapezio, a tulipano rovesciato oppure ad A, gli storici modelli di Balenciaga sono ancora oggi dei capolavori senza tempo. Di sicuro, comunque, ne vedremo delle belle perchè il designer georgiano ha lavorato prima come assistente di Marc Jacobs da Louis Vuitton, subito dopo con il suo successore, Nicholas Guesquiere che tra l'altro ha rilanciato a suo tempo proprio Balenciaga e, infine, nell'ufficio stile di Margiela ormai senza quel genio di Martin e prima dell'arrivo dell'altrettanto geniale Galliano. Insomma siamo tutti in trepidante attesa della prima sfilata in calendario a Parigi il 3 marzo. Quello stesso giorno sempre sulle rive della Senna sfilerà la seconda collezione Dior senza direttore creativo. Infatti il bravissimo designer belga si è dimesso per motivi personali il 20 ottobre. Voci di corridoio per altro mai smentite dicono che andrà a sostituire Francisco Costa e forse anche Italo Zucchelli da Calvin Klein. Sarebbe strano, anzi stranissimo, ma capire le logiche della moda è sempre più difficile. Otto giorni dopo le clamorose dimissioni di Simons c'è stato come un fulmine a ciel sereno: il licenziamento in tronco di Alber Elbaz da Lanvin. Dolce e tondo come un babà, bravo come pochi e totalmente identificato con lo storico marchio francese controllato dall'imprenditrice taiwanese Shaw Lan Wang, Elbaz in 14 anni di duro lavoro ha fatto rinascere Lanvin in tutti i modi possibili e immaginabili. Infatti i membri dell'ufficio stile e le maestranze hanno fatto uno sciopero contro questa decisione peregrina. Niente da fare: la sfilata senza designer si svolgerà il prossimo 2 marzo e pare sia naufragata pure l'ipotesi del cambio della guardia con Simons da Dior. Per questa prestigiosissima poltrona si fanno i nomi di Riccardo Tisci al momento da Givenchy, di Phoebe Philo attualmente da Celine e di Antony Vaccarello che collabora con Donatella Versace per Versus. La bionda signora del made in Italy vota per Tisci, lui smentisce e intanto i ragazzi dell'ufficio stile hanno già fatto sfilare una collezione di alta moda senza lode e senza infamia. Per quasi tre mesi non è successo niente o giù di lì. In gennaio Stefano Pilati si è dimesso da Zegna di comune accordo con la proprietà che gli aveva già tolto la direzione creativa di Agnona. Qui è appena arrivato Simon Holloway proveniente da Hogan, un altro «carneade» come Gvasalia che potrebbe riservare ottime sorprese. I precedenti non mancano: l'inglese Stuart Vevers in due anni ha creato una nuova e interessante identità a Coach 1941, il colosso americano della pelletteria con 17 mila dipendenti e 1000 negozi nel mondo. Strepitoso anche il lavoro di Jonathan Andersen per Loewe, quindi speriamo bene per Holloway e soprattutto per Agnona. Molto più complessa la vicenda di Ermenegildo Zegna, brand per cui Pilati ha costruito una magnifica mistica modaiola, ma le vendite non erano all'altezza della situazione: le collezioni venivano prodotte con il contagocce. I maligni dicevano che Pilati (ex Armani ed ex Saint Laurent) era stato chiamato a caro prezzo dal colosso del tessile abbigliamento maschile italiano solo perchè Anna Wintour si decidesse a telefonare agli Zegna, un'ipotesi risibile. Certo fa un po' specie leggere che durante questa settimana della moda milanese l'elegantissimo Stefano debutterà con una collettiva di artisti e coreografi alla guida stilistica di Sansovino 6, un marchio semisconosciuto. Intanto è già stato annunciato che da Zegna arriverà Alessandro Sartori che lascia Berluti. Resterà in panchina fino al prossimo gennaio, ma il suo è un po' il ritorno di un figliol prodigo. Nel frattempo sono sempre più insistenti le voci di un imminente addio di Hedi Slimane a Saint Laurent, mentre tutti si chiedono chi mai potrebbe sostituire Giorgio Armani e Karl Lagerfeld. Il re e il kaiser della moda hanno infatti superato le 80 primavere, ma non hanno nessuna intenzione di andare in pensione e il popolo della moda ringrazia. Nessuno è insostituibile, ma loro sì.